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    <title>Violence in Italy does not signal the return of the Red Brigade</title>
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    <description>&lt;pre&gt;La violenza in Italia non segna il ritorno delle Brigate rosse. Commento di
Leonardo Clausi. Alcuni media italiani hanno bollato i recenti episodi di
violenza nel paese come l'inizio del ritorno delle Brigate rosse,
l'organizzazione terroristica maggiormente attiva fra gli anni Settanta e
Ottanta, cadendo nel solito cliché dell'allarmismo sensazionalista.

http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/may/23/italy-red-brigade-scarem
ongering?INTCMP=SRCH



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ecologie sociali, strategie radicali negli anni zerozero della catastrofe
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&lt;/pre&gt;</description>
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    <description>&lt;pre&gt;Cr*,

      Ascoltando Macao  
      Data di pubblicazione: 25.05.2012 

      Autore: Viale, Guido   

      Spazio pubblico, beni comuni, diritto alla città, nuove forme di partecipazione e organizzazione politica. Si riallacciano fili interrotti almeno dagli anni '70. Il manifesto, 25 maggio 2012 (f.b.)  

      La cultura, oppressa da trent'anni di televisione, di marketing e di carrierismo craxiani e berlusconiani torna a prendersi la scena nel modo più impensato: prima con l'occupazione del teatro Valle di Roma e la presa di parola della generazione TQ (i trenta-quarantenni); ora con la forza aggregante di Macao a Milano e, tra le due, e intorno a loro, un'altra decina di occupazioni di cinema, teatri, locali in varie città d'Italia: per "fare cultura". Cultura e arte sono scienza del possibile: potenze che scardinano l'appiattimento sulle necessità imposte dai "fatti compiuti". Il conformismo dei passati decenni era un coperchio su una pentola in lenta ebollizione: una volta sollevato, le spinte sociali sono destinate a esplodere; analogamente a come quattro decenni fa la delegittimazione dell'ordine costituito prodotto dal movimento degli studenti aveva spalancato le porte all'offensiva operaia e sociale degli anni '70. 

      Nelle assemblee di queste nuove aggregazioni si discute (a volte in modo ingenuo e disordinato: ed è un loro pregio) soprattutto di partecipazione, di democrazia diretta, di regole e garanzie per assicurare a tutti la possibilità e il diritto di esprimersi e di portare il proprio contributo alla crescita di tutti; in modo del tutto simile a quello che ha tenuto occupati per giorni gli acampados spagnoli o i partecipanti di Occupy Wall Street e delle mille repliche che hanno investito gran parte delle città statunitensi; ma anche in tante altre sedi, come le riunioni della per ora ancora piccola Alba. La novità maggiore di questa nuova stagione sta proprio qui: cultura e democrazia, nel senso di partecipazione, coincidono. Non c'è cultura se non ha come suo humus la valorizzazione del contributo di conoscenze, di esperienze, ma anche e soprattutto di vissuto, di sentimenti e passioni, di tutti coloro che vogliono concorrere a un risultato condiviso; e viceversa, la democrazia non è e non può essere un mero insieme di regole - che pure vanno fissate e aggiornate in corso d'opera - ma è un regime di condivisione di saperi, sia specialistici che pratici, "mettendoci la faccia"; e mettendo in gioco i propri corpi, come la modalità delle occupazioni mette in evidenza. È una nuova declinazione del rapporto tra arte e vita. 

      Dicono a Macao: «Si produce democrazia facendo arte e si fa arte con la democrazia». Mettendosi in ascolto da "esterno" (se non altro per motivi generazionali), cioè attraverso una lettura critica di quanto riportano i media e i social network, più qualche sporadica partecipazione alle assemblee di Macao, ma potendo contare su un background di occupazioni, di esperimenti di democrazia partecipativa e di riflessioni condivise, a me sembra che la vicenda di Macao possa insegnare a tutti alcune cose (senza ovviamente escluderne altre, che sicuramente mi sono sfuggite) che derivano direttamente dalle sue pratiche. Innanzitutto le donne e gli uomini («i ragazzi», come li chiamano i media) di Macao non sono alla ricerca solo di uno spazio in cui rinchiudersi per sviluppare insieme le loro attività (si considerano soprattutto, anche se non in modo esclusivo, "lavoratori dell'arte"). Vogliono «aprire alla cittadinanza» una serie di spazi che la proprietà, sia pubblica che privata, ha tenuto sequestrati per decenni, escludendola, senza alcun tornaconto né pubblico né privato se non quello di nasconderli per procede più liberamente nello scempio della città. 

      La scelta della torre Galfa è esemplare: un immane spazio per uffici tenuto vuoto dal principale speculatore edile (di Milano e non solo), mentre a pochi metri di distanza è cresciuta - seppellendo sotto il cemento uno dei quartieri storici più popolari e "vissuti" della città - una foresta di grattacieli altrettanto inutili. Tra cui la nuova residenza di Formigoni (con annessa piattaforma megagalattica di atterraggio per la discesa dal cielo del "Celeste"): una scandalosa duplicazione del Pirellone, la cui acquisizione aveva simbolizzato, già trent'anni fa, il passaggio della guida della città dalla borghesia industriale alla casta politica e speculativa; poi il "bosco verticale": un grattacielo alberato progettato dall'attuale assessore alla cultura, già estensore del Masterplan di Expo 2015 (la maggiore "palla al piede" della giunta Pisapia) e di quello del mancato G8 alla Maddalena; oppure il grattacielo Unicredit, che grazie a un vistoso pinnacolo ha vinto la gara di erezione ingaggiata con Formigoni: costruito da Ligresti con fondi Unicredit che glielo ha poi comprato nel tentativo di non farlo fallire, accollandosi l'ennesimo sperpero dei costruttori milanesi in bancarotta. E molte altre torri ancora. 

      Diversa ma analoga è la storia di Palazzo Citterio: comprato dallo Stato quarant'anni fa per dare respiro alle contigue Accademia e Pinacoteca di Brera, è rimasto vuoto fino all'ingresso di Macao; ma è riuscito a inghiottire decine di milioni (di euro) e di miliardi (di lire) senza farne niente, anche grazie alle cure dell'ex Ad di McDonald's Mario Resca, promosso direttore generale dei Beni culturali, e non senza l'assistenza della cricca Bertolaso, nella persona del sub commissario Mauro Di Giovampaola. Adesso gridano che l'occupazione sta bloccando la ristrutturazione della Grande Brera. Tanto "grande" da non poter più contenere gli studenti dell'accademia, che il progetto confina in una ex caserma fuori mano (rompendo la continuità tra museo e Accademia che è uno dei grandi atout di queste istituzione); per non turbare un quartiere diventato chic nel corso degli anni e per non "inquinare" il vero progetto, dato che l'annessione alla Pinacoteca di Palazzo Citterio, che forse comincerà solo tra un anno, servirà soprattutto per creare spazi per attività commerciali attraverso cui far transitare gli sfortunati visitatori (il famoso concorso pubblico-privato auspicato dal ministro Ornaghi per coprire finanziamenti che lo Stato promette ma non dà). Così Macao ha messo in grado i cittadini di Milano, e non solo loro, di venire a conoscenza di queste scelte e, se vogliono, di discuterne, contestarle e prendere posizione. Con queste premesse c'è solo da augurarsi che Macao cresca e le occupazioni si moltiplichino. 

      Per questo a chiedere lo sgombero immediato di Macao e la messa sotto accusa di chi tollera l'occupazione, per prevenire "vandalismi" su un palazzo del '700 sono soprattutto i rappresentanti del centrodestra cacciati dal governo della città (i veri vandali di Milano: quelli che l'hanno sfigurata); ma anche la componente più oltranzista del Pd e la burocrazia di Stato che ha in custodia l'edificio e che improvvisamente scopre nell'occupazione una congiura per bloccare lavori fermi da quarant'anni. Ma si riscontra con rammarico una generale ostilità, dai toni accesi e a volte inaccettabili, anche tra molti esponenti di quei comitati per Pisapia (ora trasformati in Comitati per Milano) che hanno portato alla vittoria l'attuale sindaco; perché vedono nell'occupazione una messa in discussione dell'operato della giunta, mentre Macao potrebbe dare una spinta verso forme più aperte di coinvolgimento della cittadinanza; soprattutto per superare l'immobilismo dell'assessorato alla Cultura. In secondo luogo Macao non cerca solo luoghi per il proprio lavoro (di qui gli equivoci sul rifiuto di accettare uno spazio nelle ex Officine Ansaldo, offerto dalla Giunta per «calmare le acque»), ma una vera politica culturale - ora del tutto assente - all'interno della quale si aprano spazi e opportunità per il "saper fare" di migliaia di giovani acculturati, creativi, altamente "informatizzati" e "connessi", oggi condannati alla disoccupazione, al precariato, al lavoro sottopagato negli studi di professionisti che li sfruttano senza dar loro, né essere in grado di dar loro, niente; anche perché nella maggior parte dei casi i loro saperi sono irreversibilmente inquadrati nell'orizzonte speculativo e omertoso dei rapporti di potere vigenti. 

      Eppure le opportunità per questo esercito di creativi alla ricerca di un percorso da condividere non mancherebbero: basta pensare che le quattro più quotate scuole di design della città (che in qualche modo vuol dire anche d'Europa) erano pronte a entrare nella torre Galfa, se non fosse stata sgomberata, per tenervi dei seminari: e non (solo) per un atto di benevolenza, ma perché sanno che è in processi come Macao che si sviluppa la potenza della creatività diffusa. In terzo luogo gli occupanti di Macao sono effettivamente, in grandissima maggioranza, giovani e molto giovani. E sono stati attratti in migliaia, come da una calamita, a sostenere l'occupazione sotto la torre Galfa e a Palazzo Citterio: questo dovrebbe far riflettere partiti, associazioni e organismi politici, spesso prevalentemente frequentati (compresa Alba) da persone mature o decisamente anziane (come il sottoscritto). Ma il mondo di domani si costruisce in eventi come questo o non si produce affatto (e si sottomette così ai diktat della gerontocrazia finanziaria che governa il mondo: certamente coadiuvata da un esercito di giovani rampanti, da cui non c'è però da attendersi niente di buono). 

      Porsi in ascolto di processi come questo è indispensabile se si vuole ricostruire un ponte tra generazioni che il trentennio craxiano e berlusconiano ha reso reciprocamente estranee, mettendo alle strette chi lavora a deprimere (e reprimere) una intera generazione, denigrandola come priva di idee, di cultura e di desiderio; e trattandola come prigioniera di pulsioni al godimento senza regole né limiti prospettato dal consumismo. Quella prigione esiste davvero; l'hanno costruita le generazioni precedenti (compresa, in parte, la mia) e vi hanno rinchiuso dentro quelle successive, facendo di quella prigionia un alibi per la propria passività e - spesso - il proprio asservimento. Ma vicende come quella del teatro Valle e di Macao dimostrano che tra le nuove generazioni il desiderio di liberarsi da questa gabbia c'è, eccome; e che è culturalmente più agguerrito di quello che molti pensano. 

     


singolarità qualunque
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    <title>Sergio Bologna: "Operaismo e composizione di classe".</title>
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    <description>&lt;pre&gt;registrazione video della lezione di Sergio Bologna su "Operaismo e
composizione di classe" tenuta l'altro giorno nell'ambito del  corso di
autoformazione Da Marx all'operaismo organizzato da Uninomade 2.0.
http://uninomade.org/marx-operaismo-7-video/




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    <dc:date>2012-05-25T12:38:29</dc:date>
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    <title>Summit NATO a Chicago: dalla difesa missilistica alle armi nucleari</title>
    <link>http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37029</link>
    <description>&lt;pre&gt;Dunque la NATO manterrà le armi nucleari come mezzo di deterrenza contro le
minacce nemiche.

Summit NATO a Chicago: dalla difesa missilistica alle armi nucleari

Il summit NATO che si è concluso il 21 maggio a Chicago ha visto migliaia di
manifestanti anti-NATO e anti-guerra che hanno marciato contro la più grande
alleanza militare del mondo. Attivisti del movimento Occupy Chicago e
giornalisti sono stati fermati, maltrattati e arrestati dalla polizia.
Tanta brutalità riservata ai manifestanti rispecchia laggressività delle
decisioni prese dai 28 membri del Patto Atlantico.
http://www.peacelink.it/disarmo/a/36310.html





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    <dc:date>2012-05-24T19:40:29</dc:date>
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    <title>Welfare 3.0 punto d'incontro vita-lavoro</title>
    <link>http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37026</link>
    <description>&lt;pre&gt;A proposito dell'interessante articolo di Benedetto Vecchi " Il disincanto
di Ippolita e lo sboom di Facebook a Wall Street"
http://uninomade.org/disincanto-ippolita-e-sboom-facebook/

 

in cui si dice "il filosofo francese (Michel Foucault )illustra la
genealogia del liberismo, mettendo in rilievo il fatto che più che
scomparire lo stato aumenta le sue sfere di intervento. Ma a differenza
dellera keynesiana, quando lo stato assumeva il ruolo di imprenditore,
nella prospettiva liberista regolamenta attentamente ogni aspetto della vita
sociale, svolgendo cioè un ruolo pastorale proprio sugli aspetti della vita
sociale che dovrebbero essere distinti da quelli che attengono la produzione
della ricchezza. Ma nel capitalismo cosiddetto cognitivo i confini tra vita
e lavoro tendono a svanire al punto che nella world factory linsieme della
caratteristiche della natura umana devono sottostare al regime del lavoro
salariato. 

 

guardiamo a cosa stanno facendo Stato e aziende a tal proposito. Alcune
aziende recepiscono il Testo Unico per la salute e la sicurezza sul lavoro
alla ricerca di un punto di equilibrio tra vita lavorativa e vita privata
in cui si pensa a tutto: cultura, servizi di cura, ecc., lo Stato intanto
vuole eliminare gli sprechi, ridurre le inefficienze e il miglioramento dei
servizi. Tagli, tagli e ancora tagli. Ma è sicuro che sia solo questa la
strada per il nuovo patto sociale nellepoca dei lavori?

 

E evidente che il governo Monti indirizzi il mondo del lavoro verso un
ritorno al lavoro salariato attraverso leliminazione del piccolo mondo
autonomo, le partite iva che tali non sono, e di quello che negli anni non
si è innovato e quindi destinato a morire per selezione naturale, ma
allora quale dovrebbe essere linizio di una azione partendo dal nostro
punto di vista?

Quello di un ripensamento di un nuovo patto sociale o cosa?

 

Welfare 3.0 punto dincontro vita-lavoro

SE IL DIPENDENTE STA BENE, ANCHE LAZIENDA CI GUADAGNA. NON È UNA TROVATA
DEL MARKETING, IL NUOVO APPROCCIO SI CONCENTRA SUL WORK-LIFE BALANCE. CI
SONO VARI PACCHETTI DI SOLUZIONI POSSIBILI

Se il dipendente sta bene, anche lazienda ci guadagna. E allora largo al
manager del cosiddetto welfare 3.0. Non sembra una trovata di marketing,
perché il problema dello stress lavorativo è serio, malgrado la sua generica
percezione. Tanto che Confprofessioni, allinizio dello scorso anno, ha
messo a disposizione una guida apposita per i datori di lavoro, in vista
degli adempimenti previsti dal decreto legislativo 81/08, il Testo Unico per
la salute e la sicurezza sul lavoro. Dalle imprese di servizi arrivano
alcuni rimedi, come quelli ideati da Edenred, linventore del Ticket
Restaurant. Lapproccio sviluppato si concentra sul work-life balance,
alla ricerca del punto di equilibrio tra vita lavorativa e vita privata. A
disposizione delle imprese che vogliano coccolare i propri dipendenti cè
un pacchetto di soluzioni: le possibilità vanno da un servizio di
maggiordomo aziendale che aiuta il personale a sbrigare le incombenze
quotidiane, a un voucher per i servizi di cura della prima infanzia e degli
anziani. E non manca unofferta destinata allintrattenimento e al tempo
libero (Ticket Cultura). «Soluzioni di welfare innovative e a misura di
famiglia sono una necessità sempre più urgente. Le impongono le difficoltà
in cui versa il welfare state e le chiedono aziende e lavoratori, alla
ricerca di nuovi modelli ed equilibri tra le esigenze del lavoro e quelle
della vita familiare», dice Graziella Gavezotti, presidente e ad di Edenred
Italia. E oltre alla coesione del personale, le aziende si arricchiscono di
unimmagine family friendly, che ha un impatto in termini di corporate
reputation. «Edenred si impegna a colmare le carenze in tema di
conciliazione di cui soffre il sistema italiano e che costituiscono, oltre
tutto, un freno alla crescita in particolare delloccupazione femminile».
(a.rus.)

 

LE PENSIONI INCIAMPANO NEL NODO DEGLI ESODATI, IL LAVORO NELLA MANCANZA DI
FONDI PER IL REDDITO MINIMO GARANTITO DALLA FUSIONE DI INPS, INPDAP E ENPALS
ARRIVERANNO INVECE MILIARDI DI RISPARMI. NASCE PERÒ UN CENTRO DI POTERE
ENORME. SU CUI LA POLITICA HA GIÀ MESSO GLI OCCHI

Roberto Mania

 

Roma Carlo Donat Cattin non aveva dubbi: se avesse dovuto scegliere egli
sarebbe stato il «ministro dei lavoratori» e non quello delle imprese. Elsa
Fornero, ministro del Lavoro del gabinetto tecnico guidato da Mario Monti,
non potrebbe nemmeno trovarsi di fronte a quel dilemma: quasi mezzo secolo
dopo, i lavoratori non sono una identità netta, una classe distinta dal
resto, portatrice di interessi omogenei e di una cultura comune. I
lavoratori si sono (o sono stati) frastagliati in mille diverse tipologie e
classificazioni. Nel mondo del lavoro si consumano conflitti sotterranei,
alcuni globalizzati, altri fortemente interni: conflitti generazionali,
conflitti di genere, conflitti territoriali. Lo scontro classico
padrone-lavoratore può ancora oggi esplodere clamorosamente,
inaspettatamente e pure violentemente (la strage alla Thyssen, per esempio;
ma anche, su un terreno assai diverso, quello alla Fiat-Chrysler di Sergio
Marchionne), oppure ripiegare in forme informali di partecipazione, di
condivisione, di cooperazione. E le imprese? Le multinazionali, senza radici
nei territori, non hanno spesso il volto dellimprenditore, sostituito dal,
o dai, brand; le medie aziende, quelle innovative e internazionalizzate del
nostro quarto capitalismo non fanno sistema; e le piccole sono ai margini
del processo mondiale di redistribuzione della produzione e del lavoro.
Insomma, è davvero molto più complesso il compito che spetta oggi
alleconomista piemontese prestata al governo. Di certo,

però, cè un - interessante - punto in comune tra il politico democristiano
Donat Cattin e la tecnica Fornero: il ministero del Lavoro fu allora ed è
oggi vero crocevia per la definizione del patto sociale. A cavallo degli
anni Sessanta e Settanta, un patto costruito sulle conquiste della classe
operaia (lo Statuto, la formazione, la pensione come risarcimento della
fatica del lavoro, il diritto alla casa, ecc), nel secondo decennio del
nuovo secolo, senza più i riferimenti ideologici novecenteschi, un patto dai
tratti difensivi, ancorato alla flessibilità dei lavori, al protagonismo
degli individui più che dei gruppi di interesse, e alleggerito dal ritiro
dello Stato incurvato, a sua volta, dalla massa del debito pubblico, mentre
le diseguaglianze e le fratture sociali si accentuano un passo dopo laltro.
Questa è la missione (quasi impossibile) affidata al ministero del Lavoro.
Che, non a caso, però, ha riconquistato la responsabilità principale delle
riforme. Perché negli anni Novanta gli interventi sulle pensioni sono stati
decisi e realizzati al ministero del Tesoro o direttamente a Palazzo Chigi
(Lamberto Dini, Romano Prodi, Giulio Tremonti). La Fornero si è intestata la
riforma della previdenza come quella del lavoro. Anche per dire, ben sapendo
quanto fosse «impopolare», che avrebbe intanto risolto il problema dei 65
mila esodati grazie ai 5 miliardi stanziati nel decreto Salva Italia, e
poi quello (in realtà lasciandolo in eredità al prossimo esecutivo) dei
molti di più (oltre 200 mila) esodandi. Finendo per ammettere lerrore
politico di aver sottovalutato tutti gli effetti sociali della sua riforma
pensionistica. Ed è la riforma pensionistica lasse sul quale (sotto la
spinta dellemergenza finanziaria) si è provato a disegnare il patto del
futuro. È finora lunica strutturale riforma varata dal governo. La riforma
che, ormai mesi fa, ha permesso - ma solo per un po - che scendesse lo
spread con i Bund tedeschi e che lItalia riguadagnasse affidabilità sui
mercati internazionali. E anche lunica misura che ha recuperate risorse
significative dal lato della spesa e non da quello delle entrate: 3,4
miliardi di risparmi nel 2012, 6,6 nel 2013, 9,2 nel 2014. Riforma che
avrebbe dovuto coniugarsi con quella del mercato del lavoro, ma che così non
è sostanzialmente stato. La riforma - ancora allesame del Parlamento - è
nata monca, priva dei raccordi indispensabili con la nuova previdenza
fondata sul metodo contributivo: un sistema di ammortizzatori sociali
davvero universale (secondo le stime della Cgil solo il 10 per cento dei
precari riceverà la futura Aspi, lassicurazione sociale per limpiego) con
annesso anche quel reddito minimo garantito, sul quale la Fornero, per
quanto a titolo personale, si è sempre detta favorevole. Ma senza soldi non
si può. Disse la Fornero davanti alla Commissione Lavoro della Camera
allinizio di dicembre del 2011 illustrando la sua legge sulle pensioni:
«Questa riforma punta tutto, e in caso contrario fallirà, su un aspetto che
la riforma stessa non contempla e cioè su un mercato del lavoro che funziona
a dovere e dà lavoro al maggior numero possibile di persone, giovani, donne
e anziani. Si tratta di un capovolgimento di ottica». E ancora: «La riforma
del lavoro è il pezzo mancante, il pezzo che sorregge tutto questo impianto
». Quel pezzo difficilmente sarà in grado di reggere ledificio. Ci vorrà
quasi certamente unaltra riforma, interventi correttivi, toppe. Sperando
che non esploda il sommerso, tornato a crescere anche per colpa della
recessione. Il nuovo mercato del lavoro, dunque, nascerà piuttosto
rachitico. Daltra parte lo stesso Fondo Monetario Internazionale, al
termine della sua ultima missione in Italia, considera non sanato il
dualismo nel nostro mercato del lavoro. E laccordo sottoscritto tra il
ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, e i sindacati crea
un altro dualismo (pubblico- privato) sul fronte dei licenziamenti. Chiuso
il cantiere della previdenza, quello del lavoro resterà aperto ancora per
molto tempo. E non va dimenticato che i costi della riforma del lavoro
ricadranno in buona parte sullInps e lInail che dal 2013 dovranno tagliare
le spese di funzionamento di 90 milioni di euro lanno, così ripartite: 72
milioni lente previdenziale, 18 quello assicurativo. Il cui presidente,
Massimo De Felice, è stato nominato dal governo, con la Commissione
parlamentare che ha deciso di non esprimere polemicamente il suo parere per
i potenziali conflitti di interesse del neo-presidente legato, nel passato,
da rapporti professionali con diverse compagnie di assicurazioni, da Intesa
Vita, del gruppo IntesaSanpaolo, ad Alleanza assicurazioni. E ancora sotto
la spinta dellemergenza, la Fornero è riuscita a costituire il Super-Inps,
facendo confluire nellInps, sia lInpdap (i dipendenti pubblici) sia
lEnpals (lavoratori dello spettacolo e dello sport). Unoperazione tentata
dallultimo governo Prodi nel 2007 con lobiettivo di ricavarne ben 3,4
miliardi di risparmi con i quali finanziare la grande riforma degli
ammortizzatori sociali. Prodi si fermò davanti allopposizione delle
burocrazie interne, Fornero ha avuto la strada sgombra davanti al rischio
del baratro finanziario. È nato (o meglio, arriverà entro novembre) un
gigante della previdenza: 35 mila dipendenti, 21 milioni di assicurati, 1,5
milioni di aziende, 23 milioni di pensionati, oltre 700 miliardi di euro
amministrati, con un costo di 4,6 miliardi per le spese di funzionamento, e
un patrimonio immobiliare spaventoso da 2,3 miliardi. Un colosso con un solo
uomo al comando, però: Antonio Mastrapasqua, confermato presidente dellInps
fino al 31 dicembre del 2014. Potere monocratico (controllato dal Civ, dove
tra i 24 membri siedono sindacati e rappresenti delle imprese) dopo il
superamento (deciso dal predecessore della Fornero, Maurizio Sacconi) del
Consiglio di amministrazione degli enti, luogo di classiche scorribande per
i professionisti della lottizzazione. I cda non ci sono più e, infatti, la
politica protesta. L8 maggio scorso la Camera ha approvato una mozione
molto bipartisan (è stata firmata, tra gli altri, da Silvano Moffa, Giuliano
Cazzola e Cesare Damiano) per ripristinare i cda per quanto «riducendo il
costo complessivo per i compensi degli appartenenti agli organi
amministrativi». Resta il fatto che proprio lincorporazione dellInpdap e
dellEnpals nellInps viene considerato un modello ai fini della spending
review. Si legge nel Rapporto Giarda: «Il percorso deve conseguire risparmi
strutturali attraverso la riduzione delle spese complessive di
funzionamento». Per eliminare gli sprechi, ridurre le inefficienze e il
miglioramento dei servizi. Tagli, tagli e ancora tagli. Ma è sicuro che sia
solo questa la strada per il nuovo patto sociale nellepoca dei lavori? Una
manifestazione di lavoratori in favore delloccupazione e di misure in grado
di alleviare il disagio economico delle famiglie coinvolte da crisi e
ristrutturazioni industriali

 

La previdenza assorbe quasi un terzo di tutta la spesa pubblica italiana

I TAGLI INTRODOTTI DALLA RIFORMA NEL 2015 PORTERANNO AD UN RISPARMIO DI 6,5
MILIARDI MA LE USCITE DAL 2005 SONO CRESCIUTE AD UN RITMO DI 10 MILIARDI
LANNO. IL TOTALE DELLE RISORSE DESTINATE ALLE PRESTAZIONI SOCIALI È DI
298,5 MILARDI

Massimiliano Di Pace

Roma Allinsegna del risparmio, come tutte le riforme pensionistiche, quella
del governo Monti, contenuta nel decreto Salva Italia di dicembre 2011 ha
riguardato sia quel terzo degli attuali 16,7 milioni di pensionati che
prende più di 1.400 euro di pensione, sia i circa 25 milioni di futuri
pensionati, ossia coloro che hanno aperta una posizione contributiva (in
sostanza i 23 milioni di occupati, ed i 2 milioni di disoccupati). Infatti,
il decreto ha previsto da una parte il blocco delladeguamento
allinflazione per il biennio 2012-13 delle pensioni superiori a 1.400 euro
lordi al mese (circostanza che causò le lacrime del Ministro Fornero), e
dallaltra una ulteriore stretta ai requisiti per laccesso alla pensione.
In sostanza, dal 1° gennaio 2012 non vi è più la pensione di anzianità, che
è stata sostituita da un trattamento pensionistico anticipato, che si può
ottenere con 42 anni e 1 mese per gli uomini, e 41 e 1 mese per le donne.
Queste età saranno per di più soggette ad aggiornamento triennale per
effetto delleventuale incremento della durata media della vita (per cui in
futuro potrà succedere che letà diventi 42 anni e 3 mesi). Per accedere
alla pensione di vecchiaia resta invece fermo il principio che occorre avere
almeno 20 anni di contribuzione, mentre letà per poter diventare pensionato
è ora aumentata a 66 anni per tutti, salvo per le donne che lavorano nel
settore privato (62 anni), e le lavoratrici

autonome (anche quelle iscritte alla gestione separata) per le quali letà è
63 anni e 3 mesi. Comunque, anche queste categorie convergeranno
gradualmente alletà di 66 anni. Unaltra novità della riforma (questa
positiva per chi va in pensione) è stata leliminazione delle cosiddette
finestre, per cui ora non bisogna più attendere un determinato periodo di
tempo per poter incassare effettivamente lassegno. Tutto questo, nelle
intenzioni del governo Monti, sancite dalla relazione tecnica che
accompagnava il decreto Salva Italia, ha la finalità di ridurre la spesa
pubblica per un importo di circa 3 miliardi nel 2012 e 6 nel 2013 per la
mancata indicizzazione, mentre per il restringimento dei requisiti la
riforma porta in realtà ad un aggravio per i conti pubblici di circa 200
milioni di euro nel 2012, per via dellabrogazione delle finestre, per
diventare poi un risparmio di 800 milioni nel 2013, e di oltre 3 miliardi
nel 2014, per arrivare a 6,5 miliardi nel 2015. Va detto che questi importi,
che pur hanno causato tante polemiche e confronto politico, in realtà sono
delle gocce nel mare magno della spesa previdenziale. Basti considerare che,
secondo gli ultimi dati Istat, la spesa pensionistica del 2010 è stata di
258,5 miliardi, in crescita di 5 miliardi in un solo anno (erano 253,6 nel
2009). Se poi si guarda il dato complessivo delle risorse destinate alle
prestazioni sociali, ci si rende conto che esse non solo costituiscono la
principale voce della spesa pubblica, rappresentando nel 2010, con i suoi
298,2 miliardi, il 37,6% di tutte le uscite dello Stato, ma anche quella che
cresce di più. Infatti, nel 2005 la spesa sociale era di soli 242,3 miliardi
ovvero il 34,9% della spesa pubblica complessiva, e il ritmo di aumento è
stato di 10 miliardi lanno. Il presidente dellInps Antonio Mastrapasqua
Resterà alla guida dellistituto fino al 2014 e gestirà la fusione con
Inpdap ed Enpals Il ministro del Welfare Elsa Fornero

 

(21 maggio 2012)

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ecologie sociali, strategie radicali negli anni zerozero della catastrofe
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    <dc:creator>rossana</dc:creator>
    <dc:date>2012-05-23T06:20:49</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37025">
    <title>Mercato del software, la metà è pirata</title>
    <link>http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37025</link>
    <description>&lt;pre&gt;I DATI SCORAGGIANTI DELLA BSA SUL RISPETTO DELLA PROPPRIETÀ INTELLETTUALE
VEDONO ARRETRARE ULTERIORMENTE LITALIA, CON UNA QUOTA DOPPIA DI QUELLE DI
GERMANIA O GRAN BRETAGNA. UNA NORMATIVA PIÙ STRINGENTE E SEVERA TARDA AD
ARRIVARE
Laura Kiss

La progressione è impressionante e si avvicina in modo al miliardo e mezzo:
nel 2011 si è arrivati a 1.398 milioni per il mercato della pirateria
software in Italia. Una cifra enorme che porta il nostro paese allottavo
posto nella poco lusinghiera classifica mondiale. Ancora più imbarazzante è
la percentuale dei programmi piratati che girano in Italia: il 48% del
totale contro il 27% della Germania, il 28 dellOlanda, il 26 della Gran
Bretagna. Questi i dati allarmanti del Global Software Piracy Study 2011
della Business Software Alliance, l'organizzazione antipirateria che
rappresenta oltre cento aziende di software di tutto il mondo. La ricerca
parla chiaro: il tasso di pirateria in Italia è secondo solo a quello della
Grecia (61%), e pari a quello di Cipro e Islanda. La media relativa
dellUnione Europea dallo scorso anno è calata dal 35 al 33%. «Se il 48% dei
consumatori cominciasse a rubare i prodotti sugli scaffali dei negozi,
questo sicuramente indurrebbe le istituzioni ad intensificare la
sorveglianza e ad appesantire le pene per i trasgressori», commenta Matteo
Mille, presidente di Bsa Italia. «Invece il nostro paese si trova ancor oggi
privo di un efficace sistema di enforcement mentre altre nazioni europee
stanno traendo positivi risultati da innovazioni regolamentari che noi da
tempo chiediamo insieme alle altre associazioni di categoria dei titolari di
diritti dautore. Il rammarico è di aver lavorato ad un tavolo con Agcom e
vedere
che tutto è fermo». La vicenda si collega alla discussione sulla proprietà
intellettuale online. L'Agcom avrebbe dovuto presentare, stando agli
impegni, una delibera che abbreviava i procedimenti contro i siti che
vendono prodotti senza licenza (per renderli più efficaci) e prevedeva che
entro 4 giorni dall'avviso ricevuto da Agcom il sito dovesse rimuovere i
contenuti illegali. Inoltre era previsto che si attuassero anche
provvedimenti rivolti ai siti esteri e a quelli recidivi. «Niente di tutto
questo», accusa Mille. «Alcuni giuristi hanno obiettato che Agcom non avesse
l'autorità per legiferare, si è sollevata una protesta sul web e alla
scadenza del proprio mandato il Garante Calabrò, disattendendo le
aspettative, ha delegato la discussione del provvedimento al Parlamento».
Eppure, accusa ancora Mille, «combattere la pirateria online non significa
opporsi all'open source ma a chi rivende a 2 euro software proprietari,
prezzi illeciti con cui nessun vendor potrebbe mai competere». Oggi ci sono
metodi per acquisire software a costi più vantaggiosi, come il cloud, che
permette di pagarne limpiego a canone. «Cosa si aspetta per regolamentare
questo mercato?», chiede Mille. Comunque vada a finire, i dati della ricerca
non lasciano dubbi. A livello globale il 57% degli utenti intervistati
ammettono di aver impiegato software illegale, anche se la maggioranza solo
occasionalmente o raramente. La pirateria del software continua a drenare
risorse alleconomia legale nel mondo intero, rallentando linnovazione nel
settore e danneggiando loccupazione. «I governi devono accelerare
levoluzione normativa a tutela della proprietà intellettuale ed
intensificare limpegno, per garantire la certezza delle sanzioni a carico
dei pirati. Lauspicio è che lattuale governo rimetta il tema al primo
posto in agenda e che lAgcom deliberi tempestivamente un regolamento,
lungamente atteso da tutta la filiera dellindustria dei contenuti». Il
presidente di Bsa Italia Matteo Mille

(21 maggio 2012)



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    <dc:creator>rossana</dc:creator>
    <dc:date>2012-05-23T05:48:46</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37023">
    <title>coda di lupo</title>
    <link>http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37023</link>
    <description>&lt;pre&gt;http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;amp;v=BrnN7mY9I3Y#!
e al dio della Scala non credere mai!
e anche a quello del sottoscala non credere mai!
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&lt;/pre&gt;</description>
    <dc:creator>matteo tassinari</dc:creator>
    <dc:date>2012-05-22T14:21:51</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37021">
    <title>Grillo, Legacoop minaccia «azioni legali»</title>
    <link>http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37021</link>
    <description>&lt;pre&gt;Beh, che Legacoop rappresenti il "capitalismo" clientelare del vecchio PCI e
di seguito, è cosa arcinota. Dopodichè tutti, ma proprio tutti, ci hanno
mangiato. (proprio tutti tutti no, ma a sinistra molti dei cosiddetti
alternativi).

Grillo, Legacoop minaccia «azioni legali»

Calzolari respinge le accuse. Favia insiste: «I partiti comprano voti
favorendo le coop»

Grillo con il candidato GiaconGrillo con il candidato Giacon
BOLOGNA - «I voti li compra la mafia, non le cooperative. Chi fa
affermazioni del genere sarà chiamato a risponderne». Allindomani
dellaffondo di Beppe Grillo a Budrio contro lasse tra la cooperative e il
Pd («stanno comprandosi i voti»), il presidente di Legacoop Gianpiero
Calzolari annuncia azioni legali contro il leader del Movimento cinque
stelle. Il Pd parla di «inaudita violenza verbale», chiedendo al candidato
del M5S Antonio Giacon di prendere le distanza da Grillo. Ma il consigliere
regionale Giovanni Favia non concede passi indietro: «Polemiche patetiche,
Beppe voleva dire che sono i partiti a comprarsi i voti favorendo le
cooperative».

Non è certo un clima disteso quello in cui Budrio andrà al voto. Lultimo
scoppiettante comizio di Beppe Grillo, con il suo atto di accusa contro il
legame tra Democratici e coop, ha fatto rumore. Parecchio. E leco è
arrivata anche al numero uno di Legacoop, Gianpiero Calzolari. Determinato
ora a chiedere il conto a Grillo per quelle affermazioni («stanno
comprandosi i voti, stanno comprandosele le cooperative»). «Oltre che
gratuita, si tratta di unaccusa infamante  dice Calzolari  magari non
turberà lesito del voto, ma è inaccettabile». Domani i legali di Legacoop
vaglieranno forme e modi dellazione legale contro il comico genovese. «Non
mi pare un episodio da lasciar passare in silenzio  insiste  non si può
dire qualsiasi cosa da un palco, queste sono parole gravissime».

Il candidato sindaco del Pd, Giulio Pierini, definisce quelle di Grillo
«affermazioni totalmente fuori dalla realtà budriese». Quella del leader
movimentista è «una violenza verbale che non ci appartiene», insiste il
Democratico, che chiede allo sfidante del M5S Antonio Giacon di prendere le
distanze da Grillo: «Perché qui siamo a Budrio e certe cose nemmeno si
dicono. I voti delle persone libere, quali sono tutti i budriesi, non sono
in vendita per niente e nessuno». Nel centrodestra però cè anche chi non
nessuna novità nelle affermazioni di Grillo. «Ci voleva questo comico finito
 ironizza il finiano Enzo Raisi  per capire che nella mia regione esiste
un potere economico sociale che controlla tutto per cui non cambia mai il
voto, ma va...». Le azioni legali delle coop e le accuse del Pd, però, non
sembrano preoccupare il M5S. «Beppe è un vulcano di parole  dice il
consigliere regionale Giovanni Favia  ma prima di indignarsi bisogna
cercare di capire cosa ha detto davvero».

E cosa voleva dire allora? «Non che le cooperative comprano i voti, ma che
le amministrazioni locali attraverso appalti e contributi gestiscono il
consenso  sostiene Favia  esiste una commistione tra politica e affari
delle cooperative che condiziona anche i voti». Da compratrici a comprate,
insomma. Chissà se questa precisazione basterà alle cooperative per non
sentirsi diffamate e rinunciare a unazione legale.

Francesco Rosano



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    <dc:creator>rossana</dc:creator>
    <dc:date>2012-05-22T11:37:46</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37020">
    <title>Il bilancio in rosso di un continente</title>
    <link>http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37020</link>
    <description>&lt;pre&gt;Christian Marazzi 

Le elezioni francesi e greche hanno aggiunto nuovi fattori di instabilità ad
una Unione monetaria europea già economicamente e socialmente insostenibile.
D'ora in poi l'alternativa si riduce a questo: o i Paesi forti dell'Europa
accettano di finanziare i Paesi deboli o di garantirne i debiti, oppure la
spaccatura dell'euro diventa inevitabile. In entrambi i casi è in gioco la
definizione del piano della sovranità, della possibilità o meno di governare
l'uscita dalla crisi con politiche di crescita declinate su scala nazionale
o sovranazionale. In mezzo ci sta l'euro, la sua architettura, la sua
«natura». Analizzarla criticamente, come ha fatto Jacques Sapir nel suo
Bisogna uscire dall'euro? (ombre corte, pp. 158, euro 16) diventa sempre più
urgente, specie a fronte della falsa idea secondo cui la spaccatura
dell'euro significherebbe la fine dell'Europa, della sua stessa possibilità.
Diciamo subito, prima di entrare nel merito delle tesi di Sapir, che l'idea
di un Patto per la crescita lanciata dal presidente della Bce, Mario Draghi,
per rabbonire François Hollande, così come l'idea di un Piano Marshall di
200 miliardi di euro consistente in investimenti infrastrutturali finanziati
da una «Banca Europea per gli Investimenti» (Bei), per non parlare dell'idea
di rinviare di un anno gli obiettivi di risanamento dei conti dei Paesi in
difficoltà, non hanno alcuna possibilità di frenare la caduta in recessione
sempre più grave di Paesi come l'Italia o la Spagna. Il patto per la
crescita proposto da Draghi non è nient'altro che una proposta di riforme
tese a liberalizzare ulteriormente il mercato del lavoro per accrescere la
competitività delle economie europee, mentre il Piano Marshall europeo
consisterebbe nell'apertura di cantieri infrastrutturali per rilanciare
«keynesianamente» la crescita. In entrambi i casi si tratta di misure di
medio e lungo termine che nulla possono contro il precipitare della
situazione, in particolare l'aumento dei debiti pubblici indotto dalla
recessione e la conseguente necessità di proseguire con altre misure di
austerità. Dicendo subito no alla domanda di fine dell'austerità uscita
dalle urne francesi e greche, il governo della signora Merkel ha di fatto
vanificato qualsiasi «Patto per la crescita», dato che in tal caso la
Germania sarebbe sicuramente chiamata a farsi di nuovo carico dei debiti dei
Paesi deboli (ha già speso oltre 200 miliardi per salvare l'euro). E allora,
che fare? Chiedere alla Bce di monetizzare direttamente i debiti pubblici
dei Paesi deboli? Lanciare gli eurobond per mutualizzare gli stessi debiti
dei Paesi dell'eurozona? Trasformare l'Unione europea in una Transfer Union
nel nome del federalismo europeo? Mettersi a spendere all'interno dei
singoli Stati, salvo poi farsi bastonare dai mercati finanziari? Continuare,
come sicuramente faranno, con la politica dei cerotti per cercare di
guadagnare tempo, ma a costi sempre più elevati e correndo il rischio che la
situazione scappi di mano? È a questo punto che l'analisi dell'economista
francese - è ricercatore presso l'« Ecole des Hautes Etudes en Sciences
Sociales» e animatore del «Centre d'Etude des Modes d'Industrialisation» -
Jacques Sapir si rivela particolarmente preziosa. In primo luogo, Sapir
dimostra come l'euro sia stato concepito sin dall'inizio come una moneta del
tutto funzionale agli interessi economici tedeschi e come questo sia stato
possibile grazie ad una serie di precauzioni di ordine costituzionale che a
tutt'oggi restringono qualsiasi margine di manovra economico-monetaria. Il
«compromesso originale» iscritto nel Trattato di Maastricht del 1993
assicura infatti alla Germania il diritto d'accesso senza restrizioni
(tariffarie o monetarie) dei prodotti tedeschi ai principali mercati dei
paesi vicini, e questo in cambio di un allineamento verso il basso dei tassi
d'interesse. «In altre parole, se la Germania otteneva un libero accesso ai
mercati dei suoi vicini, in cambio offriva loro la possibilità di
indebitarsi a buon mercato per ... acquistare i prodotti tedeschi!». D'altra
parte, il Tribunale costituzionale di Karlsruhe precisa, sin dalla ratifica
del Trattato di Maastricht, che il passaggio alla moneta unica deve avvenire
nel quadro di una comunità di stabilità monetaria (che diventa il fondamento
della legge tedesca), il che esclude sia la monetizzazione diretta dei
debiti sovrani da parte della Bce, sia la creazione degli eurobond tanto di
moda di questi tempi. Nel primo caso, come si è visto in occasione della
«Long Term Refinancing Operation» che ha visto la Bce iniettare mille
miliardi di euro nelle banche commerciali per acquistare obbligazioni
pubbliche e così ridurre temporaneamente gli spreads di Italia e Spagna,
l'obiettivo della stabilità non solo ha rivelato quanto poco la Bce sia una
banca centrale (è, di fatto, una banca privata), ma anche come tale
operazione sia stata di breve durata e del tutto inefficace. Per quanto
riguarda gli eurobond, va detto che la mutualizzazione dei debiti sovrani
non comporterebbe necessariamente una forte riduzione dei tassi d'interesse
a vantaggio dei paesi indebitati (i mercati finanziari non ragionano in
termini di medie, bensì di rischi!), ma certamente aumenterebbe quelli
tedeschi, il che spiega il deciso rifuto degli eurobonds da parte del
Governo tedesco. Ma il punto decisivo dell'analisi di Sapir è quello che
dimostra quanto la costruzione monetaria europea sulla falsariga della
teoria neoclassica della moneta (di una moneta-velo che in regime di
mobilità perfetta dei capitali esclude la necessità di una politica
monetaria nazionale) non sia tanto il frutto dell'ideologia dell'austerità,
quanto il riflesso di un vincolo demografico strutturale interno alla
Germania. La «responsabilità di bilancio» di ogni singolo Stato membro, che
è la negazione di un bilancio comune europeo, ha sempre avuto quale
obiettivo quello di evitare ogni prelievo esterno del risparmio accumulato e
capitalizzato all'interno di un paese che già alla fine degli anni Ottanta
conosce un forte calo demografico e che si trova così confrontato con il
problema del pagamento delle pensioni. Bisognava insomma mettere in
sicurezza il valore patrimoniale di ciò che i tedeschi avrebbero dovuto
risparmiare. «A tal fine, i governanti della Germania non videro mezzo
migliore di quello di piegarsi ancora di più alla logica dei mercati
finanziari». È evidente che la «Transfer Union», l'unione di trasferimento
del risparmio dalla Germania ai paesi in difficoltà, è impensabile
all'interno di questi vincoli strutturali, con buona pace dell'ipotesi
federalista e dei suoi sostenitori. La moneta unica è quindi intimamente
legata ad un «modello tedesco» in cui la capitalizzazione del risparmio, le
contro-riforme del mercato del lavoro (Hartz IV) del Governo rosso-verde dei
primi anni 2000, che hanno generato un «pieno impiego precario» fatto di
bassi salari e di austerità assistenziale, la forte specializzazione delle
industrie d'esportazione, per la quale era e resta necessaria
l'impossibilità di ricorrere alla svalutazione monetaria da parte dei Paesi
membri concorrenti, hanno trasformato l'euro in un veicolo di
approfondimento degli squilibri interni all'area europea. L'unificazione
monetaria non ha affatto prodotto un'unificazione dei meccanismi economici
dei diversi paesi, anzi le bilance commerciali non hanno smesso di
divaricarsi, consolidando a tal punto l'asimmetria tra paesi esportatori e
paesi importatori che neppure un aumento della domanda interna alla
Germania, come il ministro delle finanze Schäuble sembra oggi riconoscere
come «auspicabile», permetterebbe alla Germania di fungere da locomotiva
dell'economia europea. A ciò si aggiunga il fatto, come ricorda l'economista
Sergio Rossi, che malgrado le apparenze, in realtà i paesi che formano la
zona euro hanno dei sistemi di pagamento separati (chiamato «Target 2») in
quanto manca un meccanismo attraverso cui garantire che le importazioni di
qualsiasi genere siano pagate realmente e non solo nominalmente. Nonostante
abbiano tutte lo stesso nome e che i governi nazionali abbiano ceduto la
loro sovranità monetaria alla Bce, i paesi membri continuano di fatto ad
avere delle monete eterogenee. Manca cioè una moneta sovranazionale (un
«eurobancor», se si vuole) che funzioni da reale veicolo di poteri
d'acquisto tra paesi che hanno relazioni di scambio.

Ciò comporta l'accumulo di posizioni creditizie da parte della Germania
(oltre 500 miliardi di euro) che nel caso di una dissoluzione della zona
euro o del fallimento di uno Stato «periferico», comporterebbe una perdita
monumentale, a maggior ragione se si persiste con l'attuale sistema dei
pagamenti interni alla Unione europea «In effetti - scrive Sapir - ci si può
chiedere se il calcolo fatto dai governanti di Berlino, ossia che il
mantenimento dell'eurozona costa loro più caro del suo scioglimento, non sia
una buona scusa per porvi fine, o almeno per provocare una grave crisi al
fine di riconfigurarla secondo i loro desideri, vale a dire senza i Paesi "a
rischio"». Bisogna quindi uscire dall'euro? Secondo Sapir sì, in tutti i
casi bisogna uscire da questo euro, perché non si lotta contro il
capitalismo finanziario senza lottare contro la sua espressione monetaria,
ossia contro l'euro. L'idea è quella di passare dalla moneta unica alla
moneta comune , che secondo Sapir dovrebbe essere un sistema monetario
basato sulle monete nazionali, tra loro legate da parità fisse ma
aggiustabili, al quale si aggiunge una moneta sovranazionale che garantisce
tutte le transazioni commerciali e finanziarie con i paesi «fuori zona», ciò
che implica anche un accordo collettivo sulle limitazioni dei movimenti di
capitali e delle operazioni di mercato. Comunque la si valuti, la questione
della moneta comune è posta, bisogna lavorare per articolarla su scala
sovranazionale, partendo da quel «comune» che sta alla base della nostra
Europa.



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    <dc:date>2012-05-22T10:18:33</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37019">
    <title>Tutti e tutte all'Assemblea Nazionale Sabato 26 Maggio a Roma - Teatro Ambra Jovinelli</title>
    <link>http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37019</link>
    <description>&lt;pre&gt; 

TUTTI E TUTTE ALLASSEMBLEA NAZIONALE DI SABATO 26 MAGGIO A ROMA

Dalle ore 9.30 Teatro Ambra Jovinelli

Via Guglielmo Pepe, 43  (angolo Via Giolitti  zona Termini)

 

ADERITE ALLAPPELLO  ORGANIZZIAMO LA PARTECIPAZIONE

----------------------------------------------------------------------------
--------------------------------------------

 

RSU e delegati di tantissime aziende private e amministrazioni pubbliche,
attivisti del mondo del lavoro e del non lavoro hanno sottoscritto un
Appello per la costruzione di questa Assemblea nazionale del 26 Maggio quale
momento di mobilitazione che potrà arrivare sino allo sciopero generale.


Un'assemblea aperta a tutti i lavoratori e le lavoratrici, ai precari, ai
disoccupati, ai pensionati, ai cassaintegrati e agli esodati, a tutte le
esperienze e le realtà di lotta, al sindacalismo conflittuale ed
indipendente.


Invitiamo quindi tutti a FIRMARE L'APPELLO e a PARTECIPARE attivamente alla
costruzione e alla realizzazione dell'Assemblea del 26 maggio.


COLLEGATEVI E ADERITE FIRMANDO LAPPELLO!
 &amp;lt;http://www.assemblea26maggio.org/&amp;gt; http://www.assemblea26maggio.org/ 

 

Testo dellappello e adesioni raccolte ad oggi.

 

Siamo lavoratrici e lavoratori, delegati e delegate, precari e disoccupati,
militanti di diverse storie, esperienze, organizzazioni e movimenti. E
riteniamo nostro dovere oggi lanciare un appello per discutere e decidere
tutti insieme come agire, perché non possiamo più continuare così. 

Negli ultimi mesi e ancora oggi assistiamo a una devastazione sociale senza
precedenti. Con la copertura dello spread e con il sostegno delle banche e
della Confindustria, il governo ha divorato anni e anni di conquiste e
diritti. 

La pensione a 70 anni, la tassazione iniqua sul lavoro e sulle pensioni, la
disastrosa situazione che si abbatte su tutti i lavoratori, sui giovani,
sulle donne, sui disoccupati e sui migranti, la precarietà a la
disoccupazione sempre più estese, le privatizzazioni, una condizione di
lavoro e di vita sempre più esposta al ricatto, allautoritarismo,
allincertezza e alla povertà. E ora, a tutto questo si aggiunge la
controriforma del lavoro, con la cancellazione sostanziale della tutela
dellarticolo 18 contro i licenziamenti, mentre, anche nel pubblico impiego
e nella scuola, si moltiplicano le minacce esplicite di espulsioni di massa.
Si tratta di una serie di colpi violenti che si vuole assestare a ciò che
resta del potere contrattuale, dei diritti e della capacità di lotta del
mondo del lavoro. La libertà di licenziamento significa la precarizzazione
finale di tutto il mondo del lavoro e il via libera alle discriminazioni (da
quelle politiche e sindacali a quelle contro le donne o per orientamento
sessuale); è il ricatto più grave nei confronti di chi dissente e lotta in
ogni luogo di lavoro. 

Tutto questo finora è potuto avvenire anche per la debolezza, la complicità
e i cedimenti del sindacalismo confederale (non ultimo con la firma di Cgil,
Cisl e Uil sul patto per la gestione degli esuberi nel pubblico impiego).
Allaggressione padronale e governativa non è stata contrapposta alcuna
piattaforma unificante, che sia in grado, tra laltro, di ricomporre,
attorno al mondo del lavoro anche le lotte sui beni comuni, le lotte degli
studenti e dei migranti. I lavoratori sono stati privati di ogni possibilità
di discutere e decidere. La democrazia e le libertà sindacali sono ridotte
ormai a un ricordo del passato. Le reazioni generose ma parziali di
categorie, organizzazioni, rsu e delegati di numerose aziende private e
realtà del pubblico impiego, nellambito sia del sindacalismo confederale,
sia di quello di base, non sono riuscite a invertire la tendenza negativa. 

Per tutte queste ragioni e per ripartire unitariamente ma dal basso
riteniamo necessario costruire unassemblea del mondo del lavoro, più o meno
precario che sia, aperta a tutte e tutti coloro che, senza mettere in
discussione le proprie collocazioni e le proprie appartenenze, vogliono oggi
liberamente discutere su come mobilitarsi per costruire una risposta
alloffensiva che stiamo subendo, fino ad uno sciopero generale che fermi il
paese. 

Vogliamo discutere su come difendere ed estendere larticolo 18 e su come
accompagnare questa lotta con la richiesta di un reddito generalizzato che
tuteli dalla disoccupazione e dalla precarizzazione, contro la mancanza di
lavoro. Vogliamo mettere in campo una risposta alla devastazione sociale sui
diritti, anche più elementari, sulla casa, sulla sanità, sui servizi, sui
beni comuni, sull'occupazione, sulle politiche dei migranti e sulle
pensioni. Diciamo no allImu sulla prima casa e a tutto il sistema di
tassazione che oggi colpisce prima di tutto i poveri, il lavoro dipendente,
i pensionati. Chiediamo una radicale revisione delle politiche fiscali che
colpisca quel 10% della popolazione che detiene la maggioranza della
ricchezza del paese. Vogliamo mettere in discussione i vincoli e gli accordi
dettati dalla Bce, che ci legano alla finanza e alla speculazione italiana,
europea e internazionale. Diciamo no al Governo Monti ed alle politiche dei
ministri Passera e Fornero. Vogliamo democrazia e diritti e per questo
dobbiamo rimetterci in movimento. 

Invitiamo lavoratrici, lavoratori, delegati, Rsu e Rsa, rappresentanti dei
movimenti dei precari e dei senza lavoro, della difesa del territorio e dei
beni comuni a sottoscrivere questo appello e a ritrovarci tutti e tutte in
una libera assemblea il giorno 26 maggio, alle ore 9,30 a Roma, al Teatro
Ambra Jovinelli. 

E invitiamo a fare altrettanto anche quei dirigenti sindacali, di qualunque
sigla essi siano, che condividono queste nostre stesse preoccupazioni.

 

Adesioni:

 


Alessandria

Adriano

Esodato Lear

Grugliasco (TO)


Benevento

Marco

RSU Thales Alenia Space

Roma


Cappellini

Massimo

RSU Piaggio

Pontedera (PI)


Cardinale

Sandro

RSU Procura 

Palermo


Carelli

Carlo

RSU Unilever

Lodi


Ciolella

Susi

Cassaintegrata Alitalia

Roma


Cortese

Daniela

RSU Gruppo Telecom

Roma


De Simone

Francesco

Precario

Cosenza


Doro

Francesco

RSU Officine Meccaniche Carraro

Padova


Elia

Ezio

RSU New Holland FIAT Industria

Torino


Fabbri

Francesca

RSA RLS QUI! Group 

Genova


Famoso

Annalisa

RSA SMA Campania

Avellino


Fida

Caterina

RSU Comune

Roma


Fiorentini

Cristiano

RSU Istituto superiore di Sanità

Roma


Fioretti

Andrea

RSU Appalti Selex Elsag

Roma


Fratucelli

Delia

RSU Poste

Torino


Gabrielli

Silvia

RSU Comune

Firenze


Garavini

Giuliano

Ricercatore

Roma


Giagnorio

Pina

RSU Regione Emilia Romagna

Bologna


Iorio

Alfredo

RSU ATAC

Roma


Iozzi

Carlo

RSU Fabio Perini SpA

Lucca


Mamini

Eva

RSU TAS

Bologna


Medici

Domenico

RSU INPS 

Cagliari


Monga

Arnaldo

RSU Comune

Milano


Moretti

Matteo

RSU GKN

Firenze


Pepe

Rosaria

RSU A2A

Milano


Puglisi

Luca

RSU INAIL

Bari


Pullini

Pierpaolo

RSU Fincantieri

Ancona


Quaglietti

Andrea

RSU licenziato Manuli

Ascoli Piceno


Sansone

Marco

RSU ANM

Napoli


Severgnini

Beppe

RSU SAME

Bergamo


Simeone

Nando

RSA Farmacap

Roma


Totti

Orietta

RSU Sanità

Padova


Viti

Emiliano

Portavoce Unione Precari Giustizia

Roma


Vox

Nico

RSU Don Gnocchi

Milano


Zavaglia

Anna Maria

RSU scuola

Venaria (TO)


 


RSU

Fabio Perini SpA

Lucca 


RSU Fiom

Ome

Parma 


RSU Fiom

Mingazzini

Parma 


RSU Fiom

Spx

Parma 


 


Acquaviva

Maurizio

RSU USB Pozzi Ginori

Latina 


Agustoni

Fiorangela

Esecutivo provinciale USB

Bergamo 


Alampi

Lilli

RSU USB Agenzia Entrate

Imperia 


Angiuli

Sabina

RSA USB ex LSU/ATA

Bari 


Annibali

Silvano

RSU Slc Cgil Vodafone

Roma 


Antonucci

Fausto

RSU Fiom Pelliconi

Abruzzo 


Aversa

Domenico

RSU USB Caterpillar

Frosinone 


Bacchini

Maurizio

Fiom Baxter SpA



Banti

Davide

RSA Manutencoop



Baudanza

Susanna

Delegata USB ODA

Catania 


Bergamini

Laura

RSU USB Comune

Parma 


Bertorello

Marco

lavoratore portuale Filt Cgil

Genova 


Bezeredy

Andrea

RSU Ultraflex Casella

Genova 


Bonavoglia

Salvatore

RSU Cobas Scuola Normale Superiore

Pisa 


Bortoloni

Massimo

RSU USB Terna

Milano 


Bosnjak

Pier Giovanni

RSA Filcams Cgil Capitale Lavoro

Roma 


Braschi

Massimo

RSU Filctem Cgil Terna

Torino 


Callari

Elisabetta

USB Lavoro Privato

Frosinone 


Callari

Enzo

Esodato USB Acea

Roma 


Campioni

Paolo

RSU USB Agenzia territorio

Piacenza 


Caputo

Francesco

Coordinamento Precari Scuola



Caputo

Renato

RSU Scuola

Roma 


Carbonara

Francesco

RSU Fiom Om Carrelli

Bari 


Carcich

Fabio

RSU USB ACTV

Venezia 


Carozzi

Marco

RSU USB Sad TPL

Bolzano 


Castellani

Laura

RSU USB Fondaz. Maugeri

Pavia 


Catucci

Giuseppe

pensionato

Bari 


Cecchi

Stefano

Esecutivo regionale USB

Firenze 


Cermignani

Mario

delegato FP Cgil Agenzie delle entrate

Milano 


Cerulli

Fabio

RSA Filctem Cgil Enel

Roma 


Cimei

Mario

RSU Metro

Roma 


Citti

Marina

Cgil Menarini SpA

Pomezia 


Climati

Luca

FP INPS

Roma 


Colautti

Sasha

RSU Wartsila Italia SpA

Trieste 


Corallo

Pierpaolo

Esecutivo regionale USB

Bari 


Coretti

Giuseppe

RSU USB Fomas

Lecco 


Cori

Francesco

Coordinamento Precari della Scuola



Corsini

Stefano

RSU USB ASL

Grosseto 


Cortese

Enzo

RSA USB Sanitaservice ASL

Lecce 


Cottini

Fabrizio

Fiom Sielte



Covili

Mauro

RSU USB ASL

Bologna 


Cristino

Annarita

RSU USB Asl

Foggia 


Damico

Emilio

RSU Inps

Roma 


De Angelis

Leonardo

RSU Filcams Sistemi Informativi

Roma 


De Angelis

Riccardo

RSU Flmu Cub Telecom

Roma 


De Maria

Maria Rosa

RSU USB ELBI

Torino 


De Nicola

Christian

RSA Fiom

Roma 


Del Prete

Luigi

RSU USB Scuola

Palermo 


Delrico

Cosimo

RSU USB Apam

Mantova 


Delussu

Valentina

USB Privato

Bologna 


Demartinis

Bruno

Insegnante Cobas

Genova 


Di Palma

Roberto

disoccupato



Di Paola

Sergio

RSU USB Pubblico Impieho

Viterbo 


Di Pietrantonio

Marco

RLS

Pescara 


Di Vetta

Paolo

ASIA - Coord. Naz. Conf. USB

Roma 


Diomede

Leonardo

RSU Fiom Alenia Aermacchi

Foggia 


Dorio

Andrea

RSU USB Polo Mantenimento pesante Sud

Napoli 


Drago

Salvatore

USB Pensionati

Cagliari 


Ellero

Giorgio

Fiom Fincantieri

Trieste 


Erfini

Luca

RSU USB Provincia

Cremona 


Fabbiani

Vilma

RSU USB Comune

Bologna 


Faletti

Massimiliano

RSU USB MTM/BRC

Cuneo 


Filardo

Sabina

USB e RLS ANM

Napoli 


Filesi

Riccardo

Coord. Cassaint. Overbooked Alitalia

Roma 


Filippini

Massimo

RSA Axitea

Genova 


Fino

Rino

USB Trasporti FAL

Bari 


Firenze

Roberto

Delegato RSU Comune

Milano 


Fornari

Flavia

RSU Cub Cinema The Space Moderno

Roma 


Fortino

Vincenzo

RSU Filctem Cgil Snam

Cosenza 


Fragomeni

Rosa

RSU USB INPS 

Torino 


Frittelli

Mario

RSU USB Sanità

Chieti 


Furlan

Andrea

RSA Filcams Cgil Cosp Tecnoservice

Roma 


Fusà

Maurizio

RSU USB Ospedale Pertini

Roma 


Gaetano

Concetta

USB Ministero Interno

Catanzaro 


Gammino

Salvo

RSU USB Avvocatura

Palermo 


Garofalo

Gianpaolo

RSU USB Cerved

Cosenza 


Gentile

Giuseppe

RSU USB Sanità

Aquila 


Gerini

Andrea

RSU Fiom Fincantieri

La Spezia 


Germinaro

Ilaria

ASIA USB

Grosseto 


Ghiani

Luciano

RSU USB Giustizia

Oristano 


Giachetti

Diego

insegnante

Torino 


Giglio

Michele

ASIA USB

Roma 


Giusti

Federico

RSU Comune

Pisa 


Giustra

Orazio

USB LPU

Reggio Calabria 


Graziano

Vincenzo

RSU Comdata

Torino 


Lanni

Felice

RSU USB Agenzia Entrate

Novara 


Larobina

Pino

RSU USB Kuhene Nagel

Torino 


Lavina

Annunziata

RSU USB Provincia

Cuneo 


Liggeri

Sebastiano

RSA USB Dusty srl Acireale

Catania 


Liviabella

Gianluca

RSU USB Umbria Mobilità

Perugia 


Locantore

Francesco

Coordinamento Precari Scuola

Roma 


Lovascio

Francesco

Esecutivo provinciale USB

Livorno 


Lucciarini

Loriana

Fiom

Roma 


Luciani

Gabriella

RSU USB Sanità

Cosenza 


Luciani

Giancarlo

Esodato USB Selex Marconi

Latina 


Luongo

Aurora

USB Scuola

Firenze 


Lussone

Francesco

USB Lavoro Privato

Brindisi 


Lutzu

Luigi

USB Cooperative Sociali

Nuoro 


Macciò

Aurelio

RSU FP Cgil Ministero della Salute

Genova 


Mammoli

Stefano

RSU USB Geofor

Pisa 


Marassini

Fabrizio

USB Arinox Sestri Levante Arvedi

Genova 


Marini

Sante

Fiom Alcatel Alenia



Martinelli

Spartaco

RSA Filcams Cgil Ipercoop Casilino

Roma 


Montuori

Fabrizio

Delegato FLC Cgil

Milano 


Morgia

Armando

RSU FP Cgil Comune

Roma 


Morleo

Barbara

RSU USB Scuola

Bologna 


Mugnari

Federico

RSU Filcams Cgil Sistemi Informativi

Roma 


Murgo

Massimiliano

RSU Marcegaglia Buildtech

Milano 


Napoli

Alfio

RSA USB Gesenu  Igiene ambientale

Catania 


Orlandini

Federico

ASIA USB

Bologna 


Palazzo

Gianni

RSU USB Asl

Taranto 


Pantaloni

Alberto

RSU Comdata

Torino 


Paparella

Massimo

Oerlikon

Bari 


Pasetto

Ettore

RSU Fiom Selex Elsag

Roma 


Pellegrino

Giuseppe

lavoratore forestale

Cosenza 


Peres

Diego

RSU USB UBICOOP Tirreno

Livorno 


Perretta

Fabio

RSA USB Coop sociale Cardiai

Bologna 


Perricelli

Luigi

RSU USB A2A Energia

Milano 


Perrone

Alessandro

Cassaintegrato Eaton

Monfalcone 


Pezzoni

Gilberto

RSU USB Agenzia Entrate

Torino 


Pieri

Nedo

RSU USB Comune

Livorno 


Piermattei

Gabriele

RSU USB Teuco

Macerata 


Pignata

Giacomo

RSU USB INPS 

Savona 


Pollari

Stefano

USB Sigma Tau

Pomezia 


Pomenti

Andrea

USB CAI-Alitalia

Roma 


Pompilio

Franco

USB Igiene ambientale

Ascoli Piceno 


Potenza

Marco

FPT Industrial

Foggia 


Presutti

Luigi

RSU Filt Cgil Atac

Roma 


Puglia

Willy

USB Trieste Trasporti

Trieste 


Pulcini

Emanuela

RSA Filcams Cgil Pierreci CodessCultura



Quitadamo

Stefano

RSU FLMU Cub Maflow



Raffa

Demetrio

Esec. Provinciale USB Ferroviere

Bolzano 


Raffone

Carlo

Arpal

La Spezia 


Ratto

Attilio

RSU USB Provincia

Genova 


Re

Mauro

RSU USB Isagro

Aprilia 


Rimassa

Maurizio

USB Cooperative Sociali

Genova 


Rinaldi

Filippo

USB Aeroporto Firenze

Firenze 


Risolo

Ciro

Fiom Nexosft SpA

Roma 


Rispoli

Fabio

FPT Industrial

Foggia 


Rodino

Donato

RSU USB Navigazione

Venezia 


Roncacci

Francesca

RSU Slc Cgil Vodafone

Roma 


Rottoli

Daniela

RSU USB Ospedale San Raffaele

Milano 


Russo

Vincenzo

RSA USB GH

Napoli 


Rutigliano

Riccardo

Bosch

Bari 


Salerni

Domenico

Coord. Naz. Conf. USB

Castrovillari (CS) 


Salvego

Efrem

RSU USB ATT

Treviso 


Salvi

Michele

RSU Regione

Milano 


Santambrogio

Davide

RSU USB AO Sanità

Lodi 


Satta

Antonio

Precari USB Pubblica amministrazione

Olbia-Tempio 


Sciarpelletti

Federico

ex delegato e disoccupato



Simbolotti

Claudio

ferroviere



Sorge

Luigi

RSU Fiat

Cassino 


Soumahoro

Aboubakar

Coord. Naz. Conf. USB

Torino 


Spoltore

Giordano

USB Sevel Fiat

Chieti 


Storniello

Vito

Responsabile Sanità USB Campania

Salerno 


Stramazzo

Alijossa

RSU Fisac Cgil Credito Assicurazioni

Torino 


Stratoti

Domenico

RSA Filcams Cgil Hotel Majestic

Roma 


Tani

Paolo

USB AMA

Roma 


Tartaglia

Maria

RSU USB INPS 

Modena 


Tesini

Andrea

RSU FP Cgil Asl

Bologna 


Tonelli

Marzia

RSU USB IPERCOOP Sarzana

La Spezia 


Trapani

Mario

RSU USB KGN

Firenze 


Trebbi

Eugenio

RSU HP Italia



Treccarichi

Franca

lavoratrice comune

Torino 


Vassallo

Giosi

Tecnico Aster

Genova 


Vasta

Luciano

USB Coord. Regionale

Catanzaro 


Vecchiet

Alexander

RSU Fiom Insiel SpA

Trieste 


Venditti

Giovanni

Esecutivo provinciale USB

Benevento 


Vezzosi

Silvia

RSU Slc Cgil Vodafone

Pisa 


Villani

Roberto

RSU Cobas Scuola

Roma 


Zaza

Nicola

RSU Siram

Bari 


 


Leonardi

Paolo

Esecutivo Naz. USB

 


Bellavita

Sergio

FIOM Naz.

 


Cortese

Roberto

Esecutivo Naz. USB

 


Burattini

Fabrizio

Dir. Naz. CGIL

 


Papi

Emidia

Esecutivo Naz. USB

 


Cremaschi

Giorgio

Dir. Naz. CGIL

 


Palmieri

Paola

Esecutivo Naz. USB

 


Marcelli

Maurizio

FIOM Naz.

 


Sabatini

Paolo

Esecutivo Naz. USB

 


Sinopoli

Mario

FIOM Calabria

 


Tomaselli

Fabrizio

Esecutivo Naz. USB

 


Tiano

Giuseppe

FILCTEM Cosenza

 


Sartorio

Sandro

Esecutivo Naz. USB

 


Tonioli

Laura

FILCTEM Brescia

 


Monga

Arnaldo

Esecutivo Naz. USB

 


Fascetti

Umberto

Esecutivo Naz. USB

 


Betti

Massimo

Esecutivo Naz. USB

 


 


Schiavo

Giovanni

Delegato USB AMIA Spa

Palermo 


Paterna

Stefano

Cgil

Roma 


Piazza

Piero Maria

Chianocco 


bettella

nadia

padova 


Arcuri

Letizia

RSU Regione Emilia Romagna

Bologna 


Rubiu

Enrico

Coordinamento Regionale Sardegna USB

Cagliari 


Malabarba

Gigi

operaio Alfa Romeo Arese in pensione

Milano 


Zucchet

Danilo

RSU Comune

Milano 


Vitiello

Antonio

RSU comune

Bologna 


testa

roberto

rls trenitalia

roma 


Riccardi

Anna Maria

Roma 


Cupi

Giuliana

Impiegata pubblica non so fino a quando

Torino 


casciardi

luciana

delegata usb regione sicilia

catania 


Fidati

Fabrizio

Delegato RSU Comune di Pistoia

San Marcello Pistoiese 


Caiazzo

Ines

docente

Quadrelle (Av) 


bignamini

gianfranco

rsu/usb a.o. lodi

codogno 


Onnis

Gian Franco

RSU INPS

Cagliari 


Castelgrande

Francesco

Resp P.I. USB Basilicata

Venosa(PZ) 


Macr

Dalila

lavoratrice

Roma 


iacobellis

stefano

eletto RSU lista USB

firenze 


Fieni

Giorgio

Lavoratore

roma 


fioravanti

valerio

usb-pi-vvf

verona 


Oteri

Stefano

RSU COBAS - Min. Economia e Finanze

Roma 


VILLA

DELIA

RSA S.T.S.

GENOVA 


zetti

marina

rsu Biblioteca Nazionale Braidense

milano 


Beato

Fulvio

Delegato Sindacale / USB Lavoro Privato

Santa Maria Capua Vetere (CE) 


Bartolini

Gianni

USB IZS Lazio-Toscana

Grosseto 


Cupidi

Emanuele

RSU/RLS USB RHODIA SPA

LIVORNO 


Dal Gesso

Mario

Pensionato

Venezia 


Montanari

Carlo

Precario servizio comunale esternalizzato

Reggio Emilia 


Zaghdane

Riadh

USB

Roma 


Aric

francesco

fisac-cgil

ascoli piceno 


Moscato

Antonio

storico del movimento operaio

Recanati 


Montuoro

Gennaro

Sinistra Critica

Rossano 


MALATESTA

ANDREA

DELEGATO USB INPS

MILANO 


dedola

lucia

add.ai servizi di vigilanza MIBAC

genova 


Greggio

Antolnella

Infermiera/ASL3

Genova 


Corrente

Vincenzo

RSU/COMUNE

GENOVA 


ferla

salvatore

rsu sea spa

lonate pozzolo 


von Hackwitz

Robert

USB - Dipartimento informatico

Sanremo 


Di Gennaro

Pietro

RSU Inps

Salerno 


peta

giovanni

coordinamento calabrese sinistra critica

spezzano sila 


Mori

Annalisa

USB

Fiumicino 


petruzzellis

stefania

rsu - dtl roma /usb

roma 


Greggi

Pio

USB

Grosseto 


CONIGLIARO

MARIA

RSU/INAIL

GENOVA 


Farina

Domenico

RSU Regione Lazio

Roma 


pontarelli

Salvatore

assesta di ricerca/Universit

Roma 


Tazzioli

Simone

Sassuolo 


Di Noi

Anna

RSU ISPRA

Roma 


MARCIANO'

ANNA

IMPIEGATA

PALERMO 


Maiolino

Damiano

RSU INPS

Imperia 


Oliva

Cinzia

Cerveteri 


PIRAINO

DANILA

IMPIEGATA

PALERMO 


Margiotta

Davide

RSU Dmm Spa- FIOM

Pesaro 


Venturelli

Youri

ex Antonio Merloni

Fabriano 


Fabiani

Bob

ReteViola

Roma 


Rodriguez

Candy

Comitato Immigrati in Italia

Roma 


Dromedari

Giggi

Delegato RSU Asl Rm G

Roma 


Bernardi

Marco

RSU/ENI

Rome 


Cesarano

Vincenzo

USB P.I. - dipendente INPS

Udine 


todisco

pina

esecutivo USB P.I.

roma 


previtali

angelo

rsu USB

bergamo 


Lippi

Gioia

Impiegata pubblica

Viareggio 


corini

luigi

rsu Tenitalia

Roma 


papillo

paolo

blogger

Brescia 


de vita

vincenzo

resp. agenzie fiscali lombardia

cremona 


bertinotti

ilaria

precaria usb

novara 


mereu

danilo

vigile del fuoco precario

oristano 


Fazzinga

Sabina

RSU Inps

Cosenza 


argentini

claudio

rsu Istituto Superiore di Sanità

roma 


Rastelli

Fabio

RSU Atac Roma

Roma 


MACALUSO

MARIO

DELEGATO E R.S.U.

VARESE 


grieco

gaetania

infermiera

milano 


massimi

maria gabriela

iscritta usb

ascoli piceno 


ANIMALI

CASIMIRO

R.S.U. comp. dir. prov. ancona FIOM

MONSANO 


Maoddi

Pietro

impiegato

Oristano 


trupo

giovanni

pensionato

torino 


matta

giorgio

rsu/ ente locale

Quartu Sant'Elena 


candito

carmelo

operaio iscritto all'usb

ozzano dell'emilia 


meloni

vania

firenze 


fano

lucia

usb scuola

udine 


mori

stefano

Comune

Brescia 


Contucci

Alido

Delegato USB - Croce Rossa

Roma 


Cartanese

Antonio

SAn Severo Fg 


regali

giovacanni

delegato slai cobas

lucca 


Lamonaca

Rino

RSU Politecnico di Torino

Torino 


zamola

andrea

RSA USB coop sociale 2001 ag. soc

trieste 


Baldassarra

Paola

RSU USB provincia

Frosinone 


Mascoli

Alessandro

Delegato di posto di lavoro USB Polizia locale Roma Capitale

Roma 


Perrone

Alessandro

Iscritto FIOM

Monfalcone 


guzzetta

pietro

dipendente procura repubblica

palermo 


parrocchia

manuela

sel

pontecagnano 


alosa

fabrizio

trenitalia

roma 


Vallini

Adolfo

RLS/USB

Napoli 


Inghes

Salvatore

responsabile territoriale USB Pinerolo

Pinerolo 


Morra

Cesare

Delegato RSU Cobas Asl Rm/D

Ostia Lido Roma 


Bottai

Laura

Direttivo FILT-CGIL Arezzo

Cavriglia 


cinquepalmi

antonio

RSA USB Ospedale Conversano

Triggiano 


Beccari

Marco

Coordinamento Precari Scuola

Roma 


di pietro

giusi

rsu gruppo scienzia machinale

pisa 


corazza

Luciana

USB INPS DELEGATA RSU

Vicenza 


Rossi

Fiorenza

RSU Regione Emilia-Romagna

bologna 


Di Gregorio

Rosita

RSU USB ARES 118 (sanità)

Roma 


Iacovella

Marcello

Attivo ferrovieri USB Roma

Cassino 


Valerio

Antonio

USB

ROma 


Fiorani

Francesco

Roma 


alfano

rosanna

delegata usb

firenze 


giannace

ornella

r.s.u. miur cosenza

cosenza 


esposito

giuseppe

rsu comune

torre annunziata 


miniaci

francesco

lavoratore trenitalia

tivoli 


PASSAVANTI

Stefano

OPERAIO

ROMA 


casini

raniero

dir. confederale USB

firenze 


Di Liberto

Francesco

RSA Prefettura

Trapani 


garrapa

leonardo

RSU Tribunale

Biella 


Montevecchi

Deborah

Operaia tesserata Usb

Massa lombarda 


Artina

Maria Elena

Operaia tesserata Usb

Massa lombarda 


Storniello

Vito

Coordinatore Regionale USB Sanità Campania

Salerno 


thibault

luc

RSU/ USB

SCHIO 


santoro

antonino

rsa/ multiservizi Mauriziano Torino

Torino 


Genovese

Angelo

Università degli studi di Napoli Federico II

Napoli 


IOVINE

GENNARO

PRECARIO PROGETTO B.R.O.S. NAPOLI

NAPOLI 


parenti

dina

iscritta CGIL

firenze 


PAPALE

CRESCENZO

DELEGATO USB MARCHE

ANCONA 


filardo

sabina

RLS ANM

NAPOLI 


bortolozzo

gino

operaio rossi moda

padova 


Antonello

Cristina

Rsu ulss 15

padova 


Pusceddu

Giaime

RSU direzione lavoro

Oristano 


lucignano

ugo

direzione FIOM torino

torino 


Turchetti

Antonio

CD RM EST SPI CGIL

Monterotondo 


camboni

Gian Franco

RSU FLC-CGIL

Ozieri (SS) 


CERCOLA

Rosario

RSA USB Lavoro Privato

Napoli 


rossetti

maria rosa

delegata

sava 


Giribuola

Stefano

delegato fiom Lear Corp.stab. Grugliasco

grugliasco - TO - 


Venturelli

Youri

Fiom ARDO Merloni

Fabriano 


Goldoni

Mauro

Fillea Cgil

Cerreto D'Esi 


Ventrice

Paolo

RSU Filctem Cgil Iride Servizi

Torino 


Rubino

Natale

Filctem Cgil

Torino 


Mello

Giovanni

Filctem Cgil

Torino 


Castellucci

Andrea

RSU Fiom Marcegaglia

Forlì 


Margiotta

Davide

Fiom DDM Spa

Pesaro 


Visintin

Antonella

cassintegrata Seat

Torino 


Brunelli

Stefano

RSU Filctem Cgil Iride Servizi

Torino 


Pellegrini

Enrico

RSA Filcams Cgil Musei Civici

Venezia 


Ascoli

Donatella

RSA Filcams Cgil Musei Civici

Venezia 


Bianco

Roberto

RSA Filcams Cgil Musei Civici

Venezia 


Marchetti

Alessandra

RSA Filcams Cgil Musei Civici

Venezia 


Ballarin

Vera

RSA Filcams Cgil Musei Civici

Venezia 


Berrutti

Andrea

RSU Fiom Filippi

Padova 


D'Intinosante

Stefano

RSU Fiom Somec Conegliano

Treviso 


Favero

Leonardo

RSU Filcams SME

Treviso 


Busetto

Alessandro

RSU CUB Università Cà' Foscari

Venezia 


Gasbarri

Paola

RSU Cobas Ospedale Civile all'Angelo

Mestre 


Rossi

Roberto

Rsu Fiom Forgital Italy SpA

Velo D'Astico 


Sedusi

Susanna

RSU FP Cgil Comune di Padova

Padova 


giannelli

alessandro

rsu USB agenzia entrate

roma 


PELLEGRINI

PINO

Esecutivo nazionale USB

Bari 


Gasbarri

Paola

RSU Cobas sanità Venezia

Venezia 


Raise

Gabriele

delegatoRSU/Azienda ospedaliera PADOVA

Monselice 


patini

anna

rsa cgil azienda ospedaliera univesitaria

salerno 


TASSETTO

TIZIANA

DELEGATA USB P.I.ULSS 17 VENETO

MONSELICE 


De Benedictis

Gianfranco

attivista

Roma 


caiazzo

raffaele

cig

roma 


boccanera

andrea

rsu ausl rimini cgil

rimini 


DI MARTINO

LUIGI EZIO

RSU ARCHIVIO DI STATO

FOGGIA 


maccarino

giovanni

coordinamento federazione USB alessandria

alessandria 


mezzedimi

luigi

RSU Gruppo Telecom

bologna 


PERFETTO

ENZO

DELEGATO RSU INPS MASSA CARRARA - LISTA USB PUBBLICO IMPIEGO

FOSDINOVO (MS) 


Scaramozzino

Pier Luigi

RSU Università Pisa

Pisa 


Ghilarducci

Andrea

Coordinatore Provinciale SEL Livorno / lavoratore portuale temporaneo del
Porto 

Livorno 


braina

Giuseppe

operatore ecologico

Ozieri (SS) 


camboni

Riccardo

studente/lavoratore

ozieri 


Cotti Cometti

Ferruccio

dirigente territoriale / USB

Novara 


De Carli

Susanna

dipendente pubb. amm.ne

Firenze 


De Carli

Susanna

RSU - USB Comune di Firenze

Firenze 


trapani

mario

rsu gkn

firenze 


valentini

gaetano

usb pubblico impiego

bari 


mangia

santo

privato usb

san severo (fg) 


sartori

nicola

dirigente e rsu USB

verona 


bongallino

massimo

usb

cassano delle murge 


Amabile

Antonio

RSU-INAIL

Roma 


napolitano

tamara napolitano

USB ISCRITTA

LIVORNO 


Saracino

Fabio

RSU-USB Unicoop Tirreno

Genzano di Roma 


MIGLIORATI

ISIDORO

RSU MEMC SPA. USB.

NOVARA 


NIERI

ROSSELLA

DIRIGENTE MEDICO I LIVELLO Asf

FIRENZE 


Stefanini

Antonio

Direttivo FP-CGIL

Livorno 


LOTTICI

MAURIZIO

RSU -PROVINCIA DI PIACENZA

PIACENZA 


Di Martino

Tiziano

Rsu ariete coop

Napoli 


bodrito

mario

delegato usbmef di genova

genova 


barucco

daniela

rsu usb mef

genova 


Biancardi

Donatella

Delegata sindacale RSU - USB P.I.

Milano 


Fiorella

Salvatore

Pubblico Dipendente

Roma 


serantoni

sergio

invalido usb bergamo

bergamo 


MORLOTTI

VALLI

RSU ASL BERGAMO CGIL

TREVIGLIO 


Trischitta

Raffaele

Nazionale/SNATER TLC

Roma 


SEGURO

MANUELA

RAPPRESENTANTE RSU

CAGLIARI 


pini

riccardo

Iscritto USB Rhodia Livorno

Livorno 


Becchetti

Giorgio

Fillea-Cgil Perugia

Assisi 


SONATORE

LELLO

EX-LSU

TRANI 


Chiesi

Massimo

RSA TNT Express S.p.A.

Torino 


Pera

Licia

Esecutivo Naz. USB PI

Roma 


pes

daria

rsu liceo scientifico

ozieri 


Lugeri

Nicola

delegato USB-PI-Ricerca ISPRA

Roma 


Pala

Filippo

coordinamento USB IPSRA

Roma 


DI PUMPO

RAFFAELE

RSU - TRIBUNALE DI CREMONA

MONTICELLI D'ONGINA 


spagnolo

cosimo

usb-vv.f.

lecce 


requisni

paola

USB Scuola

roma 


Avellis

Francesco

RSU USB

Roma 


PIERI

NEDO

COORDINAMENTO PROV.LE

LIVORNO 


Pesce

Piero

RSU / USB

Roma 


Marincione

Nando

Roma 


Bajo

Nicoletta

USB (ISPRA)

Roma 


Ponticelli

Libero

delegato

Roma 


SOLANO

FRANCESCO

RSU REGIONE LOMBARDIA

MILANO 


Mele

Damiana

delegata Rsu Don Gnocchi Milano

Milano 


Palumbo

Alfonsina

RSA FISAC CGIL

Benevento 


Germani

Riccardo

Responsabile Sanità Lombardia USB

Milano 


Novelli

Giovanni

Delegato USB Giustizia

Catania 


CARDINO

ALDO

COORD. NAZ. USB

GENOVA 


Mazzucato

Lorenzo

Direttivo FP-Cgil

Padova 


Savino

Alessandro

Rsa Atc sosta spa

Bologna 


berardi

arcangelo

pensionato/sindacalizzato

roma 


trocchia

ivan

usb

napoli 


bongiorni

giuseppe

spi direttivo di lega

fiorenzuola d,arda piacenza 


Turco

Enrico

USB Lavoro privato

Cosenza 


Coletti

Giuseppe

RSU USB Fomas SpA

Osnago (LC) 


nitti

michele

operaio in mobilita' telecom

bari 


rossi

tullio

rsu usb ospedale galliera

genova 


PETRONI

PIETRO

FUNZ.TECNICO - MIN.ro II.e TT.

ROMA 


Nevoso

Armando

RSU FIOM bTicino

TERAMO 


Girardet

Cristina

RSU Sanità

Roma 


Barile

Mrco

direttivo prov. fiom modena

modena 


Costantino

Sara

delegata usb inps

Bergamo 


Sofo

Angelo

Direttivo Slc-Cgil Milano

Milano 


Barbieri

Roberto

iscritto CUB Scuola

Asciano Pisano (pi) 


macrini

rosalba

impiegato inail

roma 


Bortoloni

Davide

Studente

Milano 


Latorre

Sarah

Segreteria Provinciale PdCI Taranto- Coordinamento Nazionale FGCI

Taranto 


Cilenti

Franco

redazione Lavoro e Salute

Torino 


Zolia

Riccardo

RSU Fincantieri Trieste (cassintegrato)

Trieste 


CATALANO

PAOLO

RSU FIOM

LECCO 


Cataldi

Luca

rsu Corte dei conti

Bologna 


TOMEI

CARLO

RSU GALLI ITALO EIFFAGE ITALIA

TRIESTE 


Antonini

Maddalena

rsu Comune di Trieste

Trieste 


Napoli

Alberto

iscritto USB P.I.

Pisa 


munaro

stefano

iscritto rsu aziendale

motta visconti (Mi) 


stornelli

gianfranca

rsu scuola

bari 


Monti

Sandro

USB Pubblico Impiego

milano 


benassi

manuela

docente

mantova 


Zasso

Achille

pensionato

Milano 


Pomari

Renato

R.S.U. FIOM IBM VIMERCATE

Monza 


Pomari

Renato

R.S.U. IBM VIMERCATE

Monza 


Sfondrini

Guido

Milano 


cavalli

romeo

esecutivo USB Novara

novara 


aneri

antonio

pensionato

novara 


Mari

Enrico

Rappresentante USB P.I. - ISFOL

Roma 


Di Battista

Giuseppe

Isfol

Roma 


Di Saverio

Maria

Isfol

Roma 


Di Stanislao

Chiiara

CGIL iscritta

Giulianova (TE) 


ghiandoni

roberto

rsu fiom

perugia 


marucci

marco

ISFOL

roma 


bortoloni

massimo

milano 


macri

oreste

lavoratore terna

milano 


Mogavero

Lucia

RSU SLC

Torino 


Tommasi

Maurizio

RSU USB Agenzia Entrate

Roma 


Muscarà

Maurizio

RSU Eni

Roma 


rizzi

marco

partecipante

modugno 


Guidi

Flavio

RSU USB-Cobas-Unicobas Istituto &amp;amp;quot;Amaldi&amp;amp;quot;

Barcellona 


Colaci

Luigi

Delegato U.S.B.ente Regione.Emilia - Romagna

Modena 


Caravona

Gennaro Fabrizio

RSA-USB

Bologna 


Gelao

Giuseppe

Comune di Firenze

Firenze 


Calandri

Franco

RSU INPS

MONZA 


vita

andrea

tolentino 


pieretti

stefano

delegato rsu comune

padova 


Carboni

Federico

Usb Coordinamento Regionale Sardegna

Cagliari 


Capuzzo

Patrizia

USB Anas

Roma 


becatti

cinzia

milano 


Lania

Antonino

USB Regione Piemonte

Torino 


Pinzaglia

Claudio

Pensionato-Sindacato di base USB

Roma 


chiti

antonella

delegato

firenze 


imberti

fabrizio

rsu fiom bitron

dronero 


Yecunoamlak

Awgania

Delegata

Bologna 


Totta

Antonio

USB Trasporti Foggia - Licenziato SITA

San Marco in Lamis (Fg) 


covili

mauro

dirigente RSU USB

Bologna 


Mammoli

Stefano

RSU Geofor spa servizi ambientali

Pisa 


Alessio

Cerisoli

Feder prov USB Pisa-SEA ambiente Viareggio

Viareggio 


Mazzanti

Stefano

delegato USB AVR servizi

Pisa 


Bianchini

Stefano

delegato USB - ERSU spa

Pietrasanta ( LU ) 


dessupoiu

salvatore

C4/ENPALS

cagliari 


Meloni

Claudio

Attac

Roma 


Corradi

Giliola

Direttivo Regionale CGIL Veneto

Verona 


Zenorini

A. Armando

RSU-RLS Quarella s.p.a. Domegliara (VR)-Direttivo naz. Fillea-CGIL

Pescantina (VR) 


Impiccini

Luciano

Direttivo Prov.le Fiom Teramo

Maltignano (A.P.) 


cuozzo

alessandra

rsa usb atc sosta

bologna 


Sorge

LUigi

operaio Fiat Cassino (USB)

Ceprano (FR) 


friaglia

umberto

rsu

novara 


Gnocchi

Vincenzo

ENPALS

Cagliari 


Lemma

Giovanni

Impiegato pubblico USB

Pesaro 


Ferretti

Eduardo

Rsu Sanità

Parma 


Fragiacomo

Antonio

Dirigente Sindacale USB

Lamezia terme 


LAUDINI

ROBERTO

USB MESSINA

MESSINA 


CORETTI

GIOVANNI

COBAS L.P.

MATERA 


Scalise

Esterina

USB Scuola Calabria

Lamezia Terme 


d'Arienzo

Mario

USB Pensionati Calabria

Lamezia terme 


Carioti

Giovanni

USB Privato Calabria

Catanzaro 


Carioti

Giovanni

USB Privato Calabria

Catanzaro 


Critello

Rosa

USB P.I. Calabria

Catanzaro 


Stagni

Enrico

Spi CGIL

Udine 


Manganella

Luca

RSU-FIOM Capgemini

roma 


PETRONI

PIETRO

FUNZ.TECNICO - MIN.ro II.e TT.

ROMA 


Innendorfer

Erika

RSU c/o System Sensor Trieste

Trieste 


CADEI

ENZO

RSU Fiom ALFA ACCIAI

Brescia 


Pighetti

Anna Maria

USB

Napoli 


buzzi

ferruccio

rsu beta utensili

Sovico (MB) 


morlotti

valli'

rsu ASL BERGAMO

TREVIGLIO 


LANNI

FELICE

RSU AGENZIA ENTRATE NOVARA

NOVARA 


Bonfini

Francesco

Maestro - USB Scuola

Bologna 


colaci

giuliano

esodato poste

roma 


Varatta

Antonio

RSU/ Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma

Parma 


De Fent

Iginia

Lavoratore Informatico

Udine 


Mazzanti

Francesco

USB UNICOOP FI

Montespertoli 


aiello

antonio

Coordinatore settore trasporti Anm-Napoli/Usb

Napoli 


TOMASIN

CARLO

USB

PADOVA 


Russo

Maurizio

Filctem/ direttivo territoriale

Minturno 


romano

domenico

cub

napoli 


Giuseppe

Ienco

Rsu Celam spa - Coordinatore Usb Lucera

Lucera FG 


MILICIA

GIACOMO

RSU ausl Reggio Emilia

Reggio Emilia 


barletta

domenico casimiro

delegato aziendale e provinciale

villa castelli (BR) 


barletta

domenico casimiro

delegato aziendale usb aeronautica militare

villa castelli(BR) 


caruso

rosanna

contratto scaduto 31 dic 2011 co.co.co. ispra

palermo 


POTENZA

TERESA

INAIL

TORINO 


Giuseppe

Nardo

RSU/USB Ospedale S. Camillo

Roma 


pitti

daniela

RSU enti locali comparto scuola

Roma 


gueli

carmelina

r.s.u

agrigento 


Barbarossa

Imma

SPI Cgil

Bari 


scopelliti

traspadana

agrigento 


Cotti-Cometti

Ferruccio

Pensionato

Darfo Boario Terme (BS) 


Porticati

Rossella

RSU Fiom Piaggio

Pontedera 


de vita

pasquale

rsa filcams

bologna 


fierro

salvatore

coord.di lotta per il lavoro

napoli 


Fucchi

Gigi

USB Sanità Perugia

Assisi 


MAROTTO

RENATO

CGIL RSU tess monti (ora in mobilita)

TREVISO 


vesco

gabriele

Funzionario Politiche Sociali Comune Venezia

VENEZIA 


Raddi

Antonella

RSU FIOM Insiel S.p.A

Udine 


pozzi

angelo

rsa deutsche bank group

milano 


SCIORTINO

RENATO

DELEGATO USB

ROMA 


MIRAMONTES

FRANCISCO

RSU MADDALENA SPA

UDINE 


soprani

andrea

componente direttivo CGIL Ancona

Osimo 


stratoti

domenico

direttivo regionale filcams cgil roma

roma 


stratoti

domenico

direttivo regionale filcams cgil roma

roma 


vecchi

marco

usb arte

genova 


risso

enrico

usb iren

genova 


risso

enrico

usb iren

genova 


bezzeccheri

stefano

dir. fiom provinciale

jesi 


agazzani

margherita

delegata rsu usb inps

genova 


Pollutri

Piermichele

delegato Usb coop.sociali Parma

Parma 


Di Giandomenico

Felice

Roma 


ferrari

rsu fiom ferrari

delegati non riconosciuti da fiat

maranello 


giantin

flavio

docente scuola primaria

fossò 


Dillena

Marco

Campolongo Tapogliano 


cortesi

silvia

Fisac Cgil

milano 


Luordo

Antonio

RSU Miur-UST di Ravenna

Ravenna 


dionisi

massimo

RSU Orsa

Roma 


Malatesta

Raoul

Rsa Monte Titoli Fisac Milano

Milano 


fasciana

maria concetta

delegata usb

caltanissetta 


MENCARELLI

DANIELA

ESECUTIVO PUBBLICO IMPIEGO USB

ROMA 


conti

giancarlo

delegato filt-cgil

treviglio-bg- 


Magrini

Ettore

RSU-USB SMMT di Baiano di Spoleto

SPOLETO (PG) 


Gasbarri

Paola

RSU Sanità Venezia

Venezia 


mennella

geremia

RSU/CGIL/FILCTEM - settore elettrico

napoli 


Mazzer

Nadia

Direttivo reg FLC -CGIL friuli

udine 


greco

roberto

delegato usb

napoli 


fornoni

beatrice

RAPPRESENTANTE SINDACALE/CGIL

MULAZZANO 


Angelosanto

Americo

Delegato/USB

Roma 


Rosato

Gianpaolo

Lavoratore Farmacap

Roma 


lami

massimo

ex rsu lucchini

piombino 


FURLAN

STEFANO

EX RSA FILCAMS PADOVA

TEOLO PD 


Andreini

Carlo

USB PI Difesa

Venezia 


Polidori

Emiliano

Rsa Leroy Merlin Porta di Roma

Roma 


Falleri

Francesco

impiegato

pisa 


DI RUOCCO

GIUSEPPE

COMITATO CASSINTEGRATI &amp;amp;quot;OVERBOOKED&amp;amp;quot;ALITALIA

SCAFATI 


Parma

Claudia

impiegata

treviso 


SPANO'

COSIMO DAMIANO

USB BENI CULTURALI

STILO 


CONTI

SIMONA

RSA La Tecnica Global Service / Cig

LATINA 


CONTI

SIMONA

Rsa USB Cig in Deroga

LATINA 


CACCIOTTI

PATRIZIO

Esecutivo Prov. USB

Latina 


Santoro

Ermanno

USB Pubblico Impiego - Agenzie fiscali

Roma 


tolu

armando

delegato USB

ROMA 


BELLI

ANNA ROSA

iscritta

COZZO PV 


Tommasi

Mario

iscritto/CGIL-FP (disoccupato)

Rieti 


tarallo

gennaro

rsu usb

cassino 


monsellato

mario

castiglione fraz di andrano (LE) 


franceschi

antonio

delegato usb enti locali (comune)

bologna 


PALERMO

GIOVANNI

RSU Corte Appello

PALERMO 


apolito

luciano

rsu

Guidonia Montecelio RM 


bego

sandrina

disoccupato

solesino 


Vasta

Luciano

Dirigente regionale USB Calabria

Lamezia Terme 


bego

sandrina

disoccupato

solesino 


moretti

maurizio

iscritto usb

roma 


Marchese

Michele

Iscritto USB

Bologna 


mariani

massimo

manziana 


Mochi

Daniele

USB

Roma 


malaguti

sara

partecipante

bologna 


zuin

caterina

iscritta convinta

roma 


Cntucci

Alido

Delegato USB - Croce Rossa

Roma 


pulzella

viviana

mamma simpatizzante inoccupata

roma 


Castigliego

Stefano

RSU Fincantieri

Venezia 


fristachi

paola fristachi

DELEGATA USB MEF

ROMA 


Acerbi

Luisa

MILANO 


Calò

Claudio

Esodato Intesa/Sanpaolo

San Cesario di Lecce 


cianfichi

stefania

comitato overbooked cassaintegrati alitalia

roma 


PASTORE

POMPEO

coordinatore AS.I.A.

TORINO 


Angileri

Francesco

RSU Tribunale

Marsala 


Nappo

Luigi

pensionato

Bergamo 


Sindici

Ugo

Roma 


chiodi

angelo

pensionato

milano 


DE TOMMASI

FERNANDA

in mobilità R. Bosch S.p.A.

Cremosano 


Battista

Barbara

Esecutivo Nazionale USB PI

Roma 


SARTORATO

FAUSTO

COORDINAMENTO NAZIONALE USB P.I.

BUSTO ARSIZIO 


Sarracino

Flavia

Napoli 


MARRA

DANILO

FISAC/CGIL - segretario Prc Prov. Roma

ROMA 


Bellini

sauro

Rsu sanita

Firenze 


ZITO

VINCENZO

ESECUTIVO PROVINCIALE

BENEVENTO 


Biagini

Lorenzo

USB VV.F.

Piombino -LI- 


Bertossi

Romeo

Operaio

Chiasiellis 


EMILIANO

MUSICCO

OPERAIO

ROMA 


galante

alessandro

licenziato / iscritto cgil

brescia 


Carnelli

Carlo

Roma 


Spataro

Francesco

Disoccupato

Roma 


Leone

Mirko

RSA USB ATAC

Roma 


Modesti

Patrizia

Delegata Regionale USB Croce Rossa

Roma 


giani

faustino

rsu comparto difesa

pavia 


PARASCANDOLO

CARLO

FERROVIERE

MILANO 


arseni

francesco

rappresentante siindacale

roma 


Di Napoli

Aldo

Coordinamento Naz. USB

Roma 


Villani

Salvatore

Delegato USB - Consorzio Bonifica

Nardò (LE) 


cecchinato

manuel

precari uniti contro i tagli alla scuola

mestre 


Grace

John

IATSE Local 480, film worker

Albuquerque, NM USA 


Rizzetti

Alessandro

RSU Persomil

Roma 


francesconi

eugenio

RSU/USB

mantova 


Briguori

Antonio

USB

Spoleto 


Campus

Beniamino

Fisac/Cgil

Cagliari 


Caricato

Salvatore

Lecce 


casagrande

elena

esecutivo provinciale

roma 


Venditti

Giovanni

Coordinatore Provinciale

Benevento 


giordano

michele

impiegato

Milano 


Castracane

Francesco

Educatore ASL RMC

Roma 

 

[][][][]][
NEUROGREEN - neurogreen&amp;lt; at &amp;gt;liste.comodino.org
ecologie sociali, strategie radicali negli anni zerozero della catastrofe
http://liste.comodino.org/wws/subrequest/neurogreen

&lt;/pre&gt;</description>
    <dc:creator>luigimarino2002&lt; at &gt;yahoo.it</dc:creator>
    <dc:date>2012-05-22T07:45:25</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37018">
    <title>MACAO (Instagram)</title>
    <link>http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37018</link>
    <description>&lt;pre&gt;Cr*,

i situazionisti e la città

http://instagr.am/p/K5nUMROuv3/


singolarità qualunque
http://immaterialiresistenti.noblogs.org/[][][][]][
NEUROGREEN - neurogreen&amp;lt; at &amp;gt;liste.comodino.org
ecologie sociali, strategie radicali negli anni zerozero della catastrofe
http://liste.comodino.org/wws/subrequest/neurogreen

&lt;/pre&gt;</description>
    <dc:creator>singolarità qualunque</dc:creator>
    <dc:date>2012-05-21T19:24:38</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37017">
    <title>wow!</title>
    <link>http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37017</link>
    <description>&lt;pre&gt;Mica male...
m

Omicidi sociali

Un reddito di cittadinanza che consenta di vivere dignitosamente a
ogni persona va introdotto al più presto. Non è più derogabile. I
suicidi per disperazione, come quello di Brescia dove un uomo si è
ucciso con i suoi bambini, sono omicidi sociali. Nessuno deve essere
lasciato indietro. A chi obietta che non ci sono i soldi va risposto
sul muso che i soldi ci sono e anche tanti. Tagliamo le spese
militari, i contributi elettorali, gli stipendi dei consiglieri
regionali, le pensioni d'oro, i finanziamenti ai giornali. La lista
dei tagli è infinita, ma Monti non la può attuare. Il Sistema non può
riformare sé stesso, e intanto la gente muore. Reddito di
cittadinanza. Subito!

http://www.beppegrillo.it/2012/05/omicidi_sociali.html

[][][][]][
NEUROGREEN - neurogreen&amp;lt; at &amp;gt;liste.comodino.org
ecologie sociali, strategie radicali negli anni zerozero della catastrofe
http://liste.comodino.org/wws/subrequest/neurogreen


&lt;/pre&gt;</description>
    <dc:creator>magius</dc:creator>
    <dc:date>2012-05-21T16:18:48</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37013">
    <title>Petizione Bellucci</title>
    <link>http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37013</link>
    <description>&lt;pre&gt;
Ciao, mi permetto di inviarvi la petizione che sta circolando in favore di 
Sergio Bellucci all'AGCOM.
Di solito non firmo nulla e non divulgo nulla, ma nel caso del coautore de 
"Lo spettro del capitale" faccio volentieri un eccezione.



Saluti
Rattus

_______________________________________________________

http://www.firmiamo.it/bellucci-agcom


Una Rete Libera, neutrale e al servizio della democrazia ma anche di un 
nuovo modello di sviluppo, di produzione e di consumo; una televisione 
senza più monopoli, conflitti d'interesse e per far tornare centrale il 
servizio pubblico. Un'Autorità al servizio dei cittadini e non punto 
d'equilibrio dei soli interessi industriali del settore. Una comunicazione 
non per solo lucro ma come un bene comune!

Tutto si decide nelle prossime ore.

Anche tu puoi fare la tua parte!

Come saprai alcune associazioni, tra le quali, Legambiente, il Partito 
Pirata Italia, Stampa Romana, Gruppo Fasana, Il Divenire, Welfare delle 
Comunicazioni, Informazione&amp;lt; at &amp;gt;futuro, NOW, A DOC, Associazione Orange 
reEVOLution, Stati Generali Innovazione, Linux Club, Alfabeta2 e alcune 
personalità, tra le quali Moni Ovadia, Luciana Castellina, Luciano Canfora, 
Paolo Beni, Massimo Loche, Carlo Formenti, Alberto Abruzzese, Loris 
Mazzetti, Ermanno Rea, Leo Gullotta, Fabio Grossi, Francesco Lattuada, Alì 
Rashid, Andrea Satta, Sergio Staino, Carla Ravaioli, Tommaso Fattori, 
Claudia Padovani, Daniela Brancati, Felice Roberto Pizzuti, Gianni Borgna, 
Claudio Caprara, Giorgio Parisi, Marcello Cini e altri che per brevità non 
vi segnalo, ma ugualmente importanti, hanno avanzato la proposta della 
candidatura di Sergio all'AGCOM.


TI CHIEDO DI COMPILARE LA SCHEDA PER FIRMARE E DI TRASFERIRE QUESTA 
RICHIESTA AGLI AMICI CHE RITIENI OPPORTUNO!

Non abbiamo molto tempo. Mercoledì potrebbero votare in Parlamento e, 
quindi, dobbiamo spingere in queste ore!

per firmare trovi tutto qui

http://www.firmiamo.it/bellucci-agcom/list

nel sito predisposto trovi altre cose e puoi scrivere sul blog

http://www.agcom4freedom.org/


grazie e a presto

Rattus

http://www.firmiamo.it/bellucci-agcom


[][][][]][
NEUROGREEN - neurogreen&amp;lt; at &amp;gt;liste.comodino.org
ecologie sociali, strategie radicali negli anni zerozero della catastrofe
http://liste.comodino.org/wws/subrequest/neurogreen


&lt;/pre&gt;</description>
    <dc:creator>rattus</dc:creator>
    <dc:date>2012-05-21T04:31:46</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37011">
    <title>Campi di rieducazione per attivisti</title>
    <link>http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37011</link>
    <description>&lt;pre&gt;Qualche giorno fa Roberto Saviano ha parlato degli odiosi laogai, ovvero i
campi di rieducazione cinesi.
http://it.wikipedia.org/wiki/Laogai

Si dovrebbe parlare allora anche dei campi di rieducazione americani di cui
parla il manuale dell'US Army, campi previsti dalla legge NDAA (la legge di
bilancio per la Difesa 2012)firmata da Obama in sordina il 31 dicembre 2011.

Nel manuale si descrive come gli attivisti messi in carcere saranno
indottrinati con numerose operazioni psicologiche, come deve essere
organizzato il campo di internamento per chi è arrestato per attività
politiche sospette, per il cosiddetto terrorismo, per l'opposizione alla
"legalità", resistenza, ecc. 
E' un manuale di più di 300 pagine la cui parte più allarmante appare a
pagina 56 dove si chiarisce che il compito delle squadre PSYOP sarà quello
di utilizzare "i programmi di indottrinamento per ridurre o rimuovere
atteggiamenti antagonistici", per fornire "la comprensione e l'apprezzamento
delle politiche e delle azioni degli Stati Uniti".
A quanto pare questi campi non si occuperanno solo dei combattenti nemici,
catturati e detenuti nelle carceri estere gestite da militari degli Stati
Uniti (e basta anche questo), ma, leggendo il manuale completo, anche dei
cittadini sottoposti a fermo negli Stati Uniti, che si tratti di cellule
dendritiche (cittadini sfollati) o di civili internati detenuti per "motivi
di sicurezza".  
Qui il manuale:
http://www.infowars.com/yes-the-re-education-camp-manual-does-apply-domestic
ally-to-u-s-citizens/

La legge NDAA è stata denunciata come una "legge marziale" sotto mentite
spoglie. Settimane dopo che Obama ha firmato la legge, molti attivisti di
spicco, studiosi e politici come il professore del MIT Noam Chomsky, hanno
intentato una causa contro la legge. Il giudice distrettuale Katherine
Forrest ha emesso un'ingiunzione temporanea che vieta l'applicazione delle
parti del National Defense Authorization Act 2012 (NDAA) che si riferiscono
alla detenzione a tempo indeterminato di "sospetti".
http://www.courthousenews.com/2012/05/16/46550.htm
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_b
log=305&amp;amp;ID_articolo=179&amp;amp;ID_sezione=693




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    <dc:creator>rossana</dc:creator>
    <dc:date>2012-05-20T16:03:58</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37010">
    <title>amministrare la paura</title>
    <link>http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37010</link>
    <description>&lt;pre&gt;




AMMINISTRARE LA PAURA



AMMINISTRARE LA PAURA








Tra il detto e il non detto, per l’atto di terrorismo commesso a Brindisi si è
voluta insinuare l’ipotesi, tra le altre, di una pista anarchica. Non essendo noi
sbirri e inquirenti, non siamo qui a cercare i responsabili, ma ci teniamo
fermamente ad affermare che un gesto così eticamente disprezzabile ha senz’altro
qualche altra paternità. Se per gli anarchici il ricorso alla violenza può essere
necessario, esso deve tenere sempre ben presente la continuità che esiste tra mezzi
e fini. Abbattere un simbolo del potere è ben diverso dal compiere strage di
studenti inermi. 






Oltre a ciò, una considerazione va fatta sull’utilizzo strumentale che farà lo
Stato da un simile accadimento. Una vera manna dal cielo per uno Stato ormai in
crisi, con la credibilità ai minimi termini e disprezzato dalla gran maggioranza
dei suoi sudditi, che sempre più lo identifica per ciò che realmente è: un manipolo
di burocrati servi del Capitale mondiale, arroccati nel fortino e circondati da
privilegi immensi, frutto delle vessazioni di tutto il resto della popolazione. Dopo
l’atto terroristico, è partita la propaganda terroristica statale che mira a infondere
paura nei propri cittadini, con l’unico fine di spingerli a chiedere protezione
proprio allo Stato che ormai disprezzano, considerato il male minore in periodo
emergenziale. Dopo averci terrorizzati con lo “spread”, col “default”, con la crisi,
con lo spauracchio di finire come la Grecia, con l’aumento della disoccupazione,
ora vogliono farci stringere attorno al nostro aguzzino per chiedere protezione
contro le bombe vicino alle scuole. Col pretesto di questa indotta richiesta di
protezione potranno varare le ennesime leggi emergenziali, aumentare controllo
e repressione, schierare l’esercito per strada, ecc., e pazienza se dovremo rinunciare
a qualcun’altra delle già risicatissime libertà vigilate che ci concedono.














Viviamo un periodo di forti tensioni sociali, in cui una scintilla qualunque
potrebbe scardinare il mortifero ordine sociale che ci impongono. Non sono solo
gli anarchici e i sovversivi a non poterne più, ma uno strato sociale sempre più
ampio, basti pensare a l’odio diffuso nei confronti di una istituzione quale
Equitalia. Cavalcare l’emergenza per aumentare la repressione è proprio il gioco
che lo Stato intende fare.














La ministra dell’Interno, Cancellieri, ha affermato che la mafia non uccide in
quel modo, e lei dovrebbe saperlo, tenuto conto della contiguità che esiste tra
Stato e mafia. Probabilmente è vero, ma in tal caso, senza voler fare dietrologia,
la Storia insegna che, da piazza Fontana a piazza della Loggia, dalla stazione di
Bologna alle “missioni umanitarie” a suon di bombe, solo un altro organo
ammazza in maniera indiscriminata. Lo Stato. 










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    <dc:creator>caosmosi&lt; at &gt;libero.it</dc:creator>
    <dc:date>2012-05-20T15:14:09</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37008">
    <title>"Messaggio gravissimo: attenti a non tornare indietro di 20 anni"</title>
    <link>http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37008</link>
    <description>&lt;pre&gt;Tilde Montinaro è la sorella di Antonio, caposcorta di Giovanni Falcone,
ucciso nella strage di Capaci del '92 e originario di Calimera, vicino
Brindisi. Sua madre aveva inaugurato la scuola colpita.

"Mi sembra di essere tornata 20 anni indietro, mi sembra di essere ancora lì
a Capaci, sento di nuovo tutto il dolore, mio, della mia famiglia, di mia
madre". Tilde Montinaro è la sorella di Antonio, caposcorta del giudice
Giovanni Falcone, che morì nell'attentato di Capaci il 23 maggio 1992.
 
Nella casa di Calimera, il paese a 40 chilometri da Brindisi dove Tilde,
Antonio e i loro fratelli sono cresciuti, il telefono squilla in
continuazione. Tilde è un riferimento della lotta antimafia in Puglia, il 23
maggio - giorno dell'anniversario della strage - parteciperà alla
manifestazione di Libera organizzata a Bari. Il 31 maggio è impegnata
nell'organizzazione di una grande manifestazione proprio a Calimera. E,
altro particolare che la rende ancora più vicina a quanto accaduto
stamattina davanti alla scuola "Falcone e Morvillo", dove due ordigni sono
esplosi, ferendo otto studenti e uccidendo una ragazza di 16 anni, è che sua
madre diciassette anni fa inaugurò proprio quell'istituto. La donna è morta
l'anno scorso, l'8 maggio. E quest'anno per ricordare la sua morte Libera ha
"battezzato" un vino coltivato nelle terre sequestrate alla Sacra Corona
Unita proprio con il nome di Antonio Montinaro. Come si vede, il lavorìo
dell'antimafia in questa terra è costante. Forse destabilizzante per il
potere mafioso. "Vogliono spaventarci, sono preoccupata. Facciamo
attenzione: mi sembra di tornare al '92 anche per le similitudini con il
periodo storico e politico", dice Tilde. Che cosa intende? "Questo è un
brutto momento, c'è la crisi economica, abbiamo un governo sì, ma un governo
tecnico. Siamo in un momento di transizione, proprio come 20 anni fa. Mi
sembra che la storia si stia ripetendo. Che la mafia stia cercando di
mandare un segnale". Quale? "Fare paura, terrorizzare. Colpire una scuola:
non è mai successo in Italia. E' il posto considerato più sicuro, quello
dove mandi i tuoi figli pensando che siano protetti. E invece non è così. Ho
paura che il lavoro di vent'anni vada buttato, che la gente si rinchiuda
dentro casa".
 
E sono proprio le scuole i luoghi in cui le associazioni antimafia, come
Libera con cui Tilde si è avvicinata al percorso di lotta alla mafia,
cercano di fare la maggior parte del lavoro: "E' nella scuola che crescono i
ragazzi, che imparano a diventare uomini e donne. Eppure, sono anche i posti
dove spesso è difficile fare questo tipo di strada. Perché i genitori hanno
paura di mettere in mezzo i propri figli in queste storie, perché gli stessi
ragazzi sono spaventati. Non è facile fare questo genere di lavoro, e adesso
rischia di esserlo ancora di più". "Anche per me - racconta ancora Tilde - è
stato difficile cominciare a lavorare pubblicamente su queste questioni.
Trasformare il mio dolore privato in un impegno civile. E non per paura, ma
perché quando succedono queste cose, come la strage di Capaci, c'è un
momento fortissimo, in cui senti l'emozione del paese intero. Ma poi
finisce. Scema. E tu rimani da solo col tuo dolore, e quasi ti sembra di non
poter rivendicare il tuo ruolo. Libera, in questo senso, ci ha dato la
possibilità di sentirci liberi di essere vittime di mafia".
 
Ma come mai questo episodio in Puglia, da tutti considerata quasi un'isola
felice sotto il profilo dell'infilitrazione mafiosa? "E' tutta
superficialità, non guardiamo a fondo delle cose. Non è affatto così. Anche
in Puglia la mafia esiste, e nelle ultime settimane ci sono state varie
avvisaglie, tra cui l'attentato contro un presidente di un'associazione
antimafia a Mesagne" (si tratta di Fabio Marini, la cui auto è stata fatta
saltare in aria nella notte tra il 4 e il 5 maggio). "La confisca dei beni è
un grave attacco al potere della mafia - ragiona Tilde Montanaro - e
ultimamente ci sono stati vari terreni confiscati alla Sacra Corona unita.
La cultura, la partecipazione, è un altro elemento che destabilizza molto il
potere mafioso, perché come dice Don Ciotti, è l'unica cosa che non ha. Io
non so cosa sia successo stamattina di fronte a quella scuola - conclude
Tilde - forse si tratta di un nuovo gruppo che vuole farsi vedere e sentire.
Forse di uno vecchio. Staremo a vedere. Sicuramente è un segno bruttissimo
il fatto che la mafia abbia ricominciato a fare attentati. Stiamo attenti,
non abbassiamo la guardia, continuiamo a camminare a testa alta".
http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/7463/





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    <dc:creator>rossana</dc:creator>
    <dc:date>2012-05-19T18:33:56</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37005">
    <title>MACAO</title>
    <link>http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37005</link>
    <description>&lt;pre&gt;Cr*,

L'utopia concreta del lavoro indipendente

COMMENTO - Roberto Ciccarelli 


A Milano si sta affermando A Milano si sta affermando un progetto che risponde ai bisogni di milioni di lavoratori autonomi e precari: si chiama «Macao» e sperimenta il nuovo mutualismo e il co-working
Macao si è incarnato in un grattacielo di 33 piani dove riunire le arti e le professioni indipendenti, liberali, cognitive e creative, seguendo un modello di auto-governo che include il momento della formazione e della co-progettazione, la creazione di un laboratorio operoso dove il principale obiettivo è la creazione e la socializzazione delle rispettive attività, non la concessione a pagamento di loculi dove la «creative class» si accomoda con il suo computer e finge la normalità di avere un ufficio, riceve i «clienti», simula la comodità di un atelier, quando invece non fa altro che rispecchiarsi nella propria alienazione e pagare il marchio acquistato in franchising dalle multinazionali del co-working.

L'utopia concreta che i lavoratori dell'arte hanno voluto realizzare nella Torre Galfa di Milano, ribattezzata «Macao», risponde ai bisogni di milioni di lavoratori indipendenti che vivono in Italia. Per questa ragione il progetto Macao non è riducibile solo all'occupazione di uno spazio. Lo si può apprezzare sulla lunga distanza, alla luce di un'intuizione importante: quella di rovesciare il presupposto del lavoro professionale della conoscenza, fondato sullo status professionale del lavoratore autonomo che affitta uno studio, un laboratorio, un atelier o uno spazio espositivo, per mostrare «distinzione» e autorevolezza davanti a un cliente o un allievo di un master a pagamento.
Macao ha l'obiettivo di passare dall'esibizione di uno status individuale, o di categoria, alla pratica di una cooperazione tra diversi, imperniata sul riconoscimento di una condizione comune e non sul possesso di un sapere, sulla necessità di posizionarlo sul «mercato» e sull'obbligo di trasmetterlo seguendo la tradizione gerarchica e frontale dell'insegnamento universitario, oppure quello esoterico del maestro artigiano, o del professionista anziano, che centellinano i segreti del mestiere all'apprendista il quale deve inventare stratagemmi per estorcere, nel più breve tempo possibile, la verità che lo renderà, forse un giorno, famoso sul mercato.

Nel progetto Macao emerge inoltre l'esigenza di elaborare una professionalità contro il mercato che la esclude o la sfrutta ricorrendo alle regole della committenza al ribasso, pagata un tozzo di pane in cambio dell'anima. In filigrana, c'è anche l'idea di una nuova socializzazione delle arti e delle professioni a partire dalla condizione del nomade urbano, precario metropolitano, apolide in patria i cui diritti non vengono riconosciuti nell'edificio delle tutele e delle garanzie per il lavoro tradizionale. 

Bisogna inoltre considerare che è su queste figure sociali, e professionali, che si rivale la riforma del «mercato» del lavoro che, nel silenzio generale, aumenta l'aliquota previdenziale per gli iscritti alla Gestione separata dell'Inps dal 27 al 33% (entro il 2018). Un salasso che mortificherà redditi già esigui (in molti casi inferiori ai 10 mila euro annui), penalizzando le residue possibilità di restare nello spazio della cittadinanza, oltre che quelle di svolgere un lavoro regolare. Si spiega anche così la straordinaria vitalità politica che attraversa il mondo del lavoro indipendente, della cultura e dello spettacolo, sin dall'occupazione del teatro Valle di Roma, il 14 giugno scorso.

Nello sforzo della creazione di uno spazio polifunzionale, ma non enciclopedico, Macao è però difficilmente riducibile ad un co-working. Questo termine è stato coniato da un programmista informatico, Bernie DeKoven nel 1999 quando a San Francisco sono nati spazi di coworking, «Hat Factory» e «Work only» dove chiunque poteva crearsi il proprio ufficio, affittare una scrivania, inventare una comunità con persone di diverse professioni e condividere idee e progetti. La rete di coworking come l'ha concepita questo informatico si è estesa negli Stati Uniti, e nel resto del mondo. Numerosi sono gli esempi in Europa, ad esempio in Germania o Spagna, come in Italia. In questi spazi c'è sempre il Wi-Fi, un modo per rispondere alle esigenze di chi non sopporta lavorare da solo in casa, cioè il modello di vita del lavoratore autonomo. Su questo bisogno si sta consolidando un impero.

Macao nasce invece dall'esigenza di non cedere al mercato il prezzo della propria solitudine, bensì di istituire una comunità aperta che abbia l'obiettivo di reinventare o proteggere un lavoro svalorizzato, frammentato in mille mansioni irriconoscibili. Un'aspirazione che contrasta, evidentemente, con la retorica prevalente che insiste sul merito individuale, sul talento «creativo» e guarda con favore alla diffusione orizzontale dei saperi tra gli esperti e i non addetti, tra gli studenti e i docenti, tra i professionisti e i clienti, incidendo sui meccanismi della domanda e dell'offerta di lavoro indipendente.

Questo progetto non intende radunare le «competenze» per esporle all'offerta migliore, né creare un mercato alternativo dove fare shopping di «talenti». Tanto meno si intravvede all'orizzonte l'idea di supplire all'alienazione del lavoratore digitale spingendolo in un falansterio dove può incontrare altre solitudini. Tra le sue righe c'è l'intenzione di creare un lavoro al quale non preparano più le istituzioni (dalle accademie all'università, passando per la scuola o i master); ricreare le filiere distrutte dalla gigantesca concentrazione finanziaria del potere nell'arte, così come dalla burocratizzazione dei ruoli e delle mansioni operata dalle autorità statali (soprintendenze, società dei servizi, musei, ma anche fondazioni); innovare le forme di finanziamento di una struttura così ambiziosa imponendo la trasparenza e la giustizia nella distribuzione dei finanziamenti erogati dagli enti locali e regionali, senza trascurare il microcredito e la partecipazione a bandi europei o delle fondazioni a fini sociali.

Un luogo come Macao potrebbe essere inoltre la sede di un consorzio di lavoratori e cittadini che versano i propri contributi previdenziali (che oggi si perdono nella gestione separata dell'Inps) in una cassa mutualistica. Ciò garantirebbe agli indipendenti (autonomi e precari) la possibilità di costituire un'assicurazione universalistica contro malattie e infortuni.

Macao nasce infine dall'esigenza di valorizzare l'immensa ricchezza sociale e produttiva che esiste in Italia, e di promuovere chi crede che la cooperazione sia la parte attiva, vivente, di questa società. Per affermarla oggi c'è bisogno di atti di disobbedienza civile, l'impegno a creare coalizioni sociali, perché i sindacati, i governi, per non parlare dell'impresa, sono a dir poco disattenti, e da vent'anni ne approfittano per saccheggiare questa ricchezza. 

Quella che vediamo emergere in questi giorni a Milano è l'esigenza di riconoscersi in una condizione comune, quella del Quinto Stato, dove la molteplicità pressocchè infinita dei «lavori» e delle specificità professionali troverebbero l'occasione per parlare con una voce unica. L'utopia concreta di Macao parla soprattutto di questo. Ascoltiamola. 



singolarità qualunque
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    <dc:creator>singolarità qualunque</dc:creator>
    <dc:date>2012-05-18T17:25:29</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37004">
    <title>Francoforte. Blockupy non cede. Bce contestata</title>
    <link>http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37004</link>
    <description>&lt;pre&gt; 

http://www.contropiano.org/it/sindacato/item/8946-francoforte-%E2%80%9Cblocc
kata%E2%80%9D-militarizzazione-pesante#origin:R

 


Francoforte. Blockupy non cede. Bce contestata


In evidenza 


di  Federico Rucco 

 

Aggiornamenti. Primi scontri nel centro. Bloccata l'autostrada. 190 fermati
dalla polizia. Circa 300 manifestanti hanno raggiunto la Bce. Sono
circondati dalla polizia. Piccoli cortei in giro per la città. Si prevede
unaltra giornata movimentata.

 

 * Il corteo dalla stazione ha raggiunto il palazzo che ospita la sede del
sindacato tedesco Dgb. C' è un pò di pausa. Si raccolgono testimonianze
sulle cariche della polizia.

* La polizia ha cominciato a tirare i lacrimogeni. Gli scontri si spostano
verso la stazione

* Scontri in corso tra la Basilea e la Wilhelm-Strasse Leuschner tra circa
300 attivisti e la polizia che ha usato manganelli. Si assistono a
inseguimenti e caccia alluomo nelle strade circostanti

* I manifestanti che si erano concentrati ed avevano bloccato la Wilhelm
Leuschner Strasse/Windmühlstrasse sono aumentati fino a circa 200 persone.
Sono partiti in corteo sulla Munster Strasse per proseguire in direzione
della BCE . Con loro anche un gruppo di samba. La situazione appare
tranquilla. Ce la sta mettendo veramente tutta! commenta il giornale
locale Frankfurter Rundschau, mentre il giornale ufficiale della capitale
finanziaria europea, il Frankfurther Allgemein Zeitung continua a far finta
di niente su quello che sta accadendo in città limitandosi a servizi di
routine.

guarda il video dello sgombero di un blocco di strada a Francoforte:

http://www.faz.net/aktuell/gesellschaft/frankfurt-polizei-raeumt-blockupy-ca
mp-11755369.html

* La polizia sostiene di aver effettuato circa 190 fermi tra i manifestanti
di Blockocupy nella sola mattinata di oggi

* Gli attivisti di Blockupy hanno bloccato l'autostrada A648 con azioni
lampo. Lo svincolo Theodor-Heuss è tutto bloccato. Si è formato un ingorgo
con una coda di due chilometri.

* Viene segnalato un lancio di sassi in Untermainkai est. Ci sarebbero dei
feriti. Ma le notizie rimbalzano su twitter e non sono sempre verificabili.

* I manifestanti che stavano bloccando la Untermainanlage / angolo
Wilhelm-Leuschner-Strasse sedendosi per terra, sono stati spostati dalla
polizia. In corso assemblea dei manifestanti sotto la Bce per decidere cosa
fare. La mediazione dei deputati della Linke ha ottenuto che si potesse fare
questa assemblea, ma pesa la minaccia dello sgombero del concentramento da
parte della polizia.

* Il deputato della Linke al Bundestag, Herbert Behrens sta trattando con la
polizia in Willy Brandt Platz. I manifestanti si sono seduti per terra
pronti a resistere allosgombero della piazza. Piccoli cortei si aggirano per
la città seguiti dalla polizia.

* In piazza Willy Brandt, nei pressi dell'Eurotower della Bce, dove sono
concentrati circa 300 manifestanti che sono riusciti ad arrivarci, la
polizia si appresta a sgomberare la piazza. I carri con gli idranti sono
diventati due e sono già state date le prime due intimazioni a sciogliersi
perchè "la manifestazione non è autorizzata".

* La polizia ha rilasciato un'ottantina di attivisti che erano stati fermati
oggi alla Stazione Centrale. Il presidio sotto la Bce prosegue. La gente sta
cercando di arrivare alla spicciolata o in piccoli cortei.

* Secondo la polizia sarebbero stati effettuati un centinaio di fermi. Sei
manifestanti sono stati portati in un centro di detenzione.

* Sono diventati circa 300 i manifestanti a ridosso dell'Eurotower della Bce
completamente transennata e presidiata dalla polizia. E' arrivato un carro
con gli idranti e la polizia intende spingerli via, verso la Untermarlagen

* Un corteo di un centinaio di manifestanti con un camion amplificato sta
cercando di congiungersi a quelli che sono riusciti ad arrivare sotto alla
Bce ma è stato bloccato dalla polizia.

* Un centinaio di atttivisti è riuscito a sfuggire all'assedio e hanno
raggiunto l'Eurotower, la sede della Banca Centrale Europea. La polizia sta
intimando di sciogliere la manifestazione.

guarda il video: http://www.youtube.com/watch?v=Kxs_J1jtnXc
&amp;lt;http://www.youtube.com/watch?v=Kxs_J1jtnXc&amp;amp;&amp;gt; &amp;amp;;feature=player_embedded#!

* Un altro gruppo inseguito dalla polizia sta andando a bloccare il ponte
Untermain mentre è stato bloccato anche il Ponte della Pace.

Questa mattina Francoforte si era svegliata con molte strade della cintura
bloccate dagli attivisti anticapitalisti tedeschi ed europei. Ma i blocchi
si sono via via spostati verso il centro finanziario della città.

guarda il video: http://www.youtube.com/watch?v=1AdDCqm9Jgw
&amp;lt;http://www.youtube.com/watch?v=1AdDCqm9Jgw&amp;amp;&amp;gt; &amp;amp;;feature=youtu.be

In un paio di casi la polizia ha caricato i manifestanti. In altre parti sta
procedendo ad identificare tutti i partecipanti ai blocchi. Nel
blocco-corteo vicino alla stazione i manifestanti vengono portati via a
gruppi di cento e identificati. Un gruppo di giovani italiani partiti dal
campeggio per andare al concentramento alla stazione centrale sono stati
fermati addirittura nella metropolitana.

Sono stati intanto rilasciati la settantina di attivisti italiani
&amp;lt;http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;amp;v=G2UTFySk3WY&amp;gt; della
coalizione Rise Up che erano stati fermati nel pomeriggio di ieri.

Presidi di solidarietà con gli attivisti fermati o arrestati a Francoforte
sono stati convocati per oggi pomeriggio alle ambasciate e ai consolati
della Germania a Roma, Milano, Napoli. A Venezia è statao occupato il
consolato tedesco. Ieri pomeriggio a Roma c'era stato un blitz solidale alla
Banca d'Italia a Roma
&amp;lt;http://www.contropiano.org/it/news-politica/item/8935-roma-blitz-dei-no-deb
ito-alla-banca-ditalia&amp;gt; .

www.contropiano.org

 

 

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&lt;/pre&gt;</description>
    <dc:creator>luigimarino2002&lt; at &gt;yahoo.it</dc:creator>
    <dc:date>2012-05-18T13:33:48</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37003">
    <title>Grecia, i deputati nazisti entrano in Parlamento al passo dell’oca</title>
    <link>http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37003</link>
    <description>&lt;pre&gt;In Grecia forse non c'è più la fila davanti alle banche, ma in Spagna la stessa 
notizia deve essere smentita altrimenti son guai
http://borsaitaliana.it.reuters.
com/article/businessNews/idITMIE84G00D20120517

Teodoro Andreadis -

        Il conto alla rovescia verso il nuovo appuntamento elettorale è, 
dunque, iniziato. Si vota tra ventinove giorni. «Potremo pagare le pensioni 
solo fino a giugno», ha dichiarato il nuovo ministro del lavoro del «governo 
elettorale», Jorgos Zaniàs. In questo clima, ieri, si è riunito per la prima 
volta il Parlamento, formatosi in base ai risultati del voto del 6 maggio. Dopo 
l’elezione formale della nuova presidenza, verrà sciolto, per rispettare i 
tempi imposti dalla nuova tornata elettorale. Alla fine, i deputati del partito 
comunista ortodosso, Kke, sono riusciti a farsi assegnare dei seggi «a distanza 
di sicurezza» da quelli dei neonazisti di Alba Dorata. «Capite anche voi cosa 
succederebbe se fossimo a stretto
contatto, ci provocherebbero subito», aveva dichiarato la segretario del Kke, 
Aleka Paparriga. E i 21 deputati di questa formazione neonazista, guidata da 
Nikos Michaloliàkos, dopo le allucinanti dichiarazioni dei giorni scorsi, sul 
«falso storico delle camere a gas», sono entrati in parlamento al passo dell’ 
oca. Tutti, o quasi, li hanno ignorati.
La campagna elettorale è già partita. Il centrodestra di Nuova Democrazia 
chiama a raccolta esponenti che nel passato avevano lasciato il partito, come l’
ex ministro degli esteri Dora Bakojanni e l’economista Stefanos Manos, cercando 
di ricompattare lo schieramento conservatore. «O noi o la sinistra, o l’euro o 
la dracma», è lo slogan del suo leader, Antònis Samaràs. E la sinistra in 
questione, gli eurocomunisti di Alexis Tsipras, rispondono: “Con l’austerità 
ci
stanno trascinando all’inferno. Se noi usciamo dall’euro, la prossima sarà l’
Italia». I socialisti del Pasok hanno annunciato che «si batteranno contro 
tutte le destre ed anche contro la demagogia della sinistra». Evanghelos 
Venizelos, presidente del Pasok ha detto che vuole al governo «un 
centrosinistra responsabile». È chiaro che i toni, sino alla vigilia delle 
nuove elezioni, saranno molto accesi, quasi senza esclusione di colpi. Scontro 
di sondaggi, intanto: quello dell’emittente Alpha dà il 23,1% al centrodestra, 
il 21% a Syriza e il 13,2% al Pasok. Mentre secondo il giornale To Pondìki, 
Syriza è ancora primo, al 22%, la destra si ferma al 19,5% e il Pasok è al 14%. 
Si riparte, quindi, pur nella stanchezza generale. Ma almeno, delle tanto 
citate file alle agli sportelli delle banche greche, ieri non c’era traccia.

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NEUROGREEN - neurogreen&amp;lt; at &amp;gt;liste.comodino.org
ecologie sociali, strategie radicali negli anni zerozero della catastrofe
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&lt;/pre&gt;</description>
    <dc:creator>rossana123&lt; at &gt;libero.it</dc:creator>
    <dc:date>2012-05-18T12:02:34</dc:date>
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    <title>R: Lazzarato</title>
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    <description>&lt;pre&gt;
mah, è grazie a gente come Maurizio (con il quale a suo tempo c'era 
un'antipatia a pelle, credo sinceramente ricambiata, ma queste sono cose 
tribali tra livornesi e padovani che non pretendo
vengano comprese dai politicamente corretti di oggi :))) )
che ho imparato una cosa. Il capitalismo non è mai solo stagnazione. Non lo 
era neanche il capitalismo dei robber baron della fine dell'ottocento. che nel 
momento in cui speculavano pero' in qualche modo
coltivavano i settori nascenti dell'energia e dei trasporti (che hanno 
rivoluzionato il '900). E non lo è certo il capitalismo di oggi. Come capita in 
epoche del genere, quelle "liberali", questo tipo di capitalismo innova 
emarginando
grandi fasce di popolazione.  Ma margini espansivi ne ha, solo che li mantiene 
lasciando indietro fette di mondo. Non è più il capitalismo fordista, che 
accumulava (nei conflitti) inglobando la quasi totalità della popolazione, 
questo si.
L'intervista, a parte la questione, ben messa, del debito come rapporto 
sociale (tema che potrebbe essere reso più complesso e profondo proprio 
distanziandosi da qualche classico della filosofia pur citandolo) mi sembra 
piuttosto
di maniera (i classici giusti, l'interpretazione potere vs. moltitudini). Non 
dà elementi per spiegare un nesso che, onestamente, gli sfugge..ovvero come le 
società si adattano alla crisi, che è un processo naturale da molti anni e che
è il vero fenomeno di erosione delle potenzialità dei movimenti. Se non 
intervieni su questo nesso, il movimento all'ordine del giorno evapora il 
giorno dopo (come accade da un ventennio).
Poi c'è il rapporto con le socialdemocrazie. Francamente i movimenti sul 
continente esprimono tutti contenuti da sinistra socialdemocratica (diritti 
collettivi e individuali, democratizzazione dei beni comuni).
Il mio non è un giudizio critico ma clinico. Affermare la fine della 
socialdemocrazia quando questa riemerge, per forza di cose, nei movimenti mi 
sembra un po' problematico.
Non vorrei qui essere frainteso, che nelle nostre lande è all'ordine del 
giorno :), non voglio dire che i movimenti si devono immolare sulle barricate..
dico che la loro natura di sinistra socialdemocratica
pone dubbi all'affermazione sulla fine della socialdemocrazia. E' non è che 
rivestendo i lessico di pubblicononstatale cambi i connotati del problema.

mcs


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&lt;/pre&gt;</description>
    <dc:creator>mcsilvan_&lt; at &gt;libero.it</dc:creator>
    <dc:date>2012-05-17T19:39:06</dc:date>
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  <item rdf:about="http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37000">
    <title>R: Re: Fw: [transversal] Sustain MACAO, Artworkers occupy a scyscraper in Milan</title>
    <link>http://comments.gmane.org/gmane.politics.activism.neurogreen/37000</link>
    <description>&lt;pre&gt;
auguro sempre ad ogni occupazione una lunga lunga vita. Ora non so se sei mai 
stato
sgomberato (a me è capitato diverse volte) però quando la giunta è democratica 
e di sinistra.. li' per li' quando ti sgomberano,
arriva l'assessore democratico e partecipativo che, dopo averti sgomberato (e 
magari fatto malmenare qualcuno dei tuoi compagni)
ti offre un altro posto. Sul momento non accetteresti nemmeno un resort a 
sette stelle. E l'unica cosa che desidereresti è  poter finalmente
sprangare l'assessore democratico e partecipativo come da manuale di 
democrazia diretta (quella militante, parole poche..il resto lo conoscete).
 Nel 2012 non funziona così. Anzi lungi dalla tua mente anche il minimo 
desiderio non dico di sprangare l'assessore ma anche di fargli ciribiri
sotto il pizzetto :) Quindi ci sta che, dopo il primo prurito (perchè lo 
sgombero frizza sempre) arrivino tutti verso una certa convergenza di intese.
Meglio se questa occupazione stabilisce un precedente (cosa che deve aver 
disturbato la giunta Pisapia e averla convinta allo sgombero, insieme
al fatto che i piddini che ci sono sono tutti adoratori del mattone) così 
magari trova anche qualche imitatore.
Poi ci sarebbe da discutere come sta prendendo forma la Milano di Pisapia. Per 
antica abitudine militante dico che la precedenza di analisi va
ai compagni che vivono su quel territorio.

mcs


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    <dc:date>2012-05-17T19:00:28</dc:date>
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